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Fermi Decreto Genova e commissario, avanti con incidente probatorio

Mentre da Roma si continuano ad attendere risposte a proposito del nome del commissario per la ricostruzione e del Decreto Genova, martedì 2 ottobre sopralluogo sui detriti di ponte Morandi nell'ambito dell'incidente probatorio

Il 'Decreto Genova' contiene ben poco delle misure annunciate all'inizio e chieste dalle istituzioni locali e il nome del commissario per la ricostruzione non c'è ancora. Ogni giorno Genova si sveglia sperando che sia quello giusto, che finalmente ci siano novità concrete. Ma quel momento deve ancora arrivare.

Dal 14 agosto, quando è crollato ponte Morandi, provocando 43 vittime, da Roma sono arrivati continui annunci di decisioni imminenti, ma ai proclami non hanno fatto seguito i fatti. Lunedì mattina l'annuncio del premier Conte su Facebook: "Nelle prossime ore formalizzerò la nomina del commissario per la ricostruzione". Ma il nome di Claudio Gemme, il manager di Fincantieri che nei giorni scorsi veniva dato per certo, all'improvviso sembra decisamente in bilico, complice il conflitto di interessi per il ruolo rivestito in Fincantieri, che lo stesso Gemme aveva assicurato di essere pronto a lasciare in caso di nomina, e per il fatto che la madre possiede un appartamento in zona rossa.

Con la probabile esclusione di Gemme, torna a farsi largo il nome di Marco Bucci. Ieri in Consiglio comunale il sindaco ha detto «sono già stati bruciati tanti nomi, vediamo di non bruciare anche il mio». Bucci ha anche invitato a «smettere di piangersi addosso». La prossima settimana è in programma un incontro con il premier Conte per cercare di fare inserire nel decreto le richieste del Comune.

Inchiesta crollo Morandi, sopralluogo sui resti del ponte. Video

Nel frattempo ieri ha preso il via l'incidente probatorio nell'ambito dell'inchiesta, che vede 21 persone, fra dirigenti di Autostrade e funzionari del ministero dei Trasporti, iscritte sul registro degli indagati. La procedura si concluderà fra due mesi e solo allora la Procura potrebbe decidere di dissequestrare il ponte Morandi e i detriti crollati.

L'esperto: «Monitoraggio avrebbe evitato tragedia»

«Con un monitoraggio interpretato da chi è capace di farlo non so se si sarebbe riusciti ad evitare il crollo ma, ed è una mia idea personale di cui mi assumo la responsabilità, molto probabilmente si sarebbe evitata la tragedia che c'è stata». Lo ha detto il professore Carmelo Gentile, docente del Politecnico di Milano che firmò nel 2017 lo studio sullo stato di ponte Morandi che evidenziò delle anomalie sulla pila 9, parlando con i giornalisti davanti al Palazzo di Giustizia di Genova dopo essere stato ascoltato come persona informata dei fatti nell'ambito dell'inchiesta sul crollo del viadotto.

«Quando ho appreso la notizia - ha ricordato Gentile - sono rimasto molto turbato anche perché mi era già capitato in passato di segnalare problemi su varie strutture e si era riusciti a intervenire più o meno in tempo». Secondo il docente del Politecnico di Milano, «tutte le persone che sono state sentite, tranne chi ha firmato il progetto strutturale, non avevano un quadro generale della situazione. Infatti - ha concluso Gentile - la commissione ministeriale dice che le verifiche di sicurezza non tornavano, non sugli stralli ma sull'impalcato. A voi le conclusioni».

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