Morandi, confermato l'esplosivo per la pila 8: ecco cosa succederà

Pochi minuti per far accartocciare su se stessa una torre composta da tonnellate di acciaio e calcestruzzo. Individuata una zona off limit, previste ventole per contrastare le polveri. Ma i comitati restano in allerta

«Il primo osservatorio sei tu»: i comitati della Valpolcevera lanciano un appello ai residenti della zone toccate dal cantiere per la demolizione e la ricostruzione del ponte Morandi, invitandoli a segnalare questioni legate all’ambiente, alla salute, alle demolizioni stesse e alla viabilità. Che sono poi gli stessi temi di cui si occupano gli osservatori istituiti formalmente dal Comune coinvolgendo i rappresentanti dei Municipi coinvolti.

L’appuntamento è per sabato 23 febbraio, la mattina, in via Piombino: i portavoce dei vari comitati attivi sul territorio incontreranno i cittadini raccogliendo segnalazioni e domande che verranno poi consegnate proprio ai rappresentanti degli osservatori per farle arrivare al sindaco-commissario Marco Bucci, con cui sono previste riunioni a cadenza quindicinale

Pila 8, confermato l'esplosivo per la demolizione

L’appello assume ulteriore importanza alla luce dell’esito della riunione del Comitato Esplosivi, che mercoledì ha confermato l’utilizzo dell’esplosivo per far crollare la pila 8 del viadotto, la torre che sorge proprio sopra via 30 Giugno e quella più vicina al Polcevera. 

Nel corso della riunione in Prefettura è stato stabilito l’iter da seguire per la demolizione: 300 microcariche che esploderanno a distanza di istanti l’una dall’altra, per far accartocciare su se stessa la pila nel giro di pochi minuti. Danilo Coppe, uno dei massimi esperi di esplosivi in Italia, si occuperà sia di questa fase della demolizione sia di tutte quelle che includono l’uso di esplosivo, e dunque la demolizione delle case, e del troncone est del Morandi.

Prima esplosione dopo il 4 marzo, ecco il piano 

Ancora non è certo il giorno della demolizione, anche alla luce del fatto che i tecnici hanno disposto ulteriori accertamenti e che la prossima riunione del Comitato Esplosivi è fissata per il 4 marzo, due giorni dopo la data che inizialmente veniva indicata come papabile per la prima esplosione. Stando alle ultime indiscrezioni, la scelta potrebbe ricadere su sabato 9 marzo, giorno in cui le operazioni dovrebbero impattare meno sul traffico e la viabilità.

Come già anticipato, i tecnici dell’Ati cui sono stati affidati i lavori e la Siag Srl, la società di Coppe, hanno individuato in accordo con forze dell’ordine e istituzioni un’area di circa 250 metri di raggio intorno alla pila 8 che verrà resa off-limit per l’intera durata delle operazioni. 

Nella stessa area verranno installare reti di protezione e alcune grosse ventole che nebulizzeranno acqua per impedire la dispersione delle polveri, una delle principali fonti di preoccupazione per i comitati di quartiere e in particolare per il Comitato Liberi Cittadini di Certosa di Enrico D’Agostino, che insieme con l’Ona (Osservatorio Nazionale Amianto) hanno presentato un esposto in procura e chiesto un incontro urgente con il procuratore capo Francesco Cozzi per discutere dei rischi legati all’esposizione alle polveri della demolizione.

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