Morandi, tutto sull'esplosione: come crollerà, polveri e onde d'urto

Dalle modalità di abbattimento delle pile 10 e 11 alle misure di mitigazione delle polveri passando per i suggerimenti a chi rientrerà nelle case: cosa aspettarsi per venerdì 28 giugno

Poco meno di 6 secondi per far esplodere 4500 tonnellate circa di calcestruzzo, che produrranno 20mila metri cubi di detriti: questi i numeri, sommari, dell’esplosione controllata prevista per venerdì 28 giugno alle 8, operazione con cui la parte ancora in piedi del troncone est del viadotto crollato lo scorso 14 agosto scomparirà.

Le modalità esatte con cui l’esplosione verrà condotta, e ciò che succederà nelle ore successive per mitigare l’esposizione dei cittadini alle polveri e alle eventuali fibre di amianto, sono stati illustrati mercoledì mattina a Palazzo Tursi dal sindaco-commissario Marco Bucci, dall’ingegnere di Ipe Progetti (che si è occupata della progettazione della demolizione) Alberto Iacomussi, dal comandante dell’Esercito Gianfranco Francescon e da Massimo D'Angelo, responsabile Centro Sanitario Amianto Piemonte, che si è soffermato sulle misure adottate per la mitigazione delle polveri.

Demolizione Morandi con esplosivo: tutte le info utili per venerdì 28 giugno

La demolizione avverrà in fasi conseguenti: la prima, affidata all’Esercito, prevede il taglio degli stralli d’acciaio della pila 11, quella già vicina all’autostrada, che avverrà attraverso uno speciale esplosivo maneggiato dagli esperti del comandante Francescon, dopodiché (questione di frazioni di secondo) il controllo dell’esplosione passerà ai demolitori.

«Una volta tagliati gli stralli, partiranno le cariche che si trovano sopra le vasche posizionate sopra l’impalcato, poi inizierà il crollo della pila 11 nella direzione della pila 10 - ha spiegato Alberto Iacomussi di Ipe - Mezzo secondo dopo partiranno le cariche della pila 10, che a sua volta ruoterà verso la pila 11. Pochi istanti prima di atterrare faremo partire le cariche delle vasche posizionate ai lati che servono per abbattere ulteriormente la polvere di risalita».

Polveri e onde d’urto, cosa succederà e come verranno controllate 

Tre i principali effetti del crollo, come spiegato da Iacomussi: vibrazioni, onda d’urto per sovrappressione, e produzione di polveri.

«Una demolizione di questo tipo è particolarmente delicata perché all’interno di un contesto cittadino - ha detto Iacomussi - Il nodo principale è quello delle polveri, che verranno di fatto prodotte in tre fasi: la prima, quando viene innescato esplosivo; una seconda, durane la fase del crollo; e la terza, che riguarda il momento dell’impatto del ponte al suolo e che riguarda non solo la produzione vera e propria, ma anche il risollevamento di quelle che si trovano già a terra».

Strade, autostrade, treni e metro: modifiche e chiusure per l'esplosione del Morandi

Le opere di mitigazione previste sono diverse: per quanto riguarda le vibrazioni, prodotte dalla massa di materiale che cadrà da un’altezza di quasi 50 metri, sono stati predisposti grandi cumuli di terra ricoperti di tessuto non tessuto bagnato, alti 50 metri, che al momento dell’impatto si ridurranno a un metro di altezza circa e dovrebbero assorbire il 40% delle vibrazioni. A questo si aggiungono sacchi di terra posizionati all’attacco degli stralli.

Massicce le misure adottate per le polveri, e chiave di volta sarà l’acqua, utilizzata con vasche, trincee e cannoni: «Abbiamo previsto questo metodo innovativo delle cariche all’interno delle sacche, che creerà dei muri d’acqua alti quasi 50 metri, e poi degli irrigatori da campo in grado di muovere circa 30 metri cubi d’acqua ciascuno, con un’autonomia di 20 minuti ciascuno. Saranno 12, posizionati a 12 metri di altezza, e saranno utilizzati per abbattere la polvere residua».

In aggiunta verranno utilizzate barriere antipolvere alte 12 metri con ponteggi e reti che dovranno contenere lo spostamento della nube di polvere fuori dall’area di cantiere, e due barriere di acqua, quelle sopra impalcato e un’altra lungo le reti, che inzupperanno il terreno e ricadranno sopra le macerie.

Per quanto riguarda le sovrappressioni, e cioè l’aumento di pressione provocato dalle cariche all’aperto utilizzare per tagliare gli stralli, è stato creato un muro di sabbia finalizzato a contenere le sovrimpressioni dirette verso l’autostrada: «Le maggiori criticità ci sono nell’abbattimento delle polveri - ha ammesso Iacomussi - Demolire ponti è una procedura consolidata, c’è una specifica metodologia, qui per la prima volta in Italia stiamo cercando di ridurre in maniera importante la produzione di polveri, quindi è fondamentale il tempo che daremo alle cariche per massimizzare l’effetto».

Rischio esposizione a polveri e amianto, precauzioni e suggerimenti

Al lavoro dei demolitori si aggiunge quello svolto dalla struttura commissariale, in accordo con Asl e Arpal, per tutelare cittadinanza e lavoratori: «Abbiamo svolto una valutazione del rischio di esposizione della popolazione rispetto a polveri e fibre - ha spiegato Massimo D'Angelo, chiamato come consulente del team di demolizione per ciò che riguarda il rischio amianto - a seguito di questa valutazione devono essere intrapresi interventi, primo tra tutti uno di prevenzione: evitare l’esposizione dell’uomo a polveri e fibre. E quindi abbiamo individuato un’area in cui vi è un’interdizione per la popolazione. Si stanno eseguendo piani di monitoraggio predisposti sulla base di variabili come clima e venti, questo piano individua prima dell’evento il livello di fondo corrente della presenza delle fibre, al momento dell’esplosione continueremo a monitorare e a fare indagini mirate a rilevare presenza di fibre. Solo quando fibre e polveri si saranno abbassate a livello del fondo corrente di questi giorni potremo procedere con la restituzione dell’area».

L’acqua, ha sottolineato ancora una volta D’Angelo, sarà l’elemento fondamentale per tenere sotto controllo le polveri: «Ha una notevole capacità abbattente, attraverso l’acqua andremo a inibire polveri e fibre disperse in aria. Oltre alle misure messe in atto durante l’esplosione vera e propria interverremo poi con provvedimenti successivo, per esempio il lavaggio delle strade. Nessun intervento verrà effettuato a secco, perché uno spazzamento potrebbe determinare un risollevamento polveri».

Il suggerimento per i cittadini è quello di adeguarsi alla metodologia, e usare proprio l’acqua per rimuovere eventuali residui: «Suggeriamo alla popolazione di chiudere finestre e camini per evitare che le polveri e le fibre si infilino nelle case, e nel momento in cui si torna a casa, se balconi e finestre hanno polveri, suggeriamo di non spazzare a secco, ma di procedere con un lavaggio ad acqua per non risollevare polveri e abbassare l’esposizione».

Esplosione Morandi: i dettagli del piano di evacuazione. Video

Detriti dell’esplosione, come verranno smaltiti?

Interrogativi restano ancora su come i detriti del troncone est verranno smaltiti, e se verranno o meno riutilizzati. Il sindaco Bucci ha spiegato che verranno divisi in tre famiglie: quelli senza amianto, quelli che ne contengono tra gli 0 e i mille milligrammi per kg, limite di legge, e quelli che contengono percentuali superiori. 

«Quelli che contengono percentuali superiori ai mille milligrammi per kg verranno considerati rifiuti speciali - hai detto Bucci - e trattati solo in discarica. Per i primi e i secondi aspettiamo l’ok per il riutilizzo da parte del ministero dell’Ambiente. Voglio ricordare che l’intera area sotto il nuovo ponte verrà riqualificata, e dunque interamente bonificata, per il progetto Masterplan e la realizzazione del nuovo parco urbano».

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