Demolizione Morandi, mercoledì (meteo permettendo) a terra anche la seconda trave

La procedura seguita per l'impalcato compreso tra le pile 6 e 7 è la stessa già utilizzata per la prima sezione calata. Attesa per le modalità di demolizione della pila 8

Tutto pronto in zona Campi per lo smontaggio di un altro pezzo del troncone ovest del ponte Morandi: nella notte tra martedì e mercoledì dovrebbe iniziare il taglio dell’impalcato compreso tra la pila 7 e la pila 6, operazione propedeutica alla discesa della sezione verso terra così come già accaduto per quella compresa tra le pile 7 e 8.

La procedura seguita dai tecnici di Omini, Fagioli, Ireos e Ipe Progetti sarà la stessa già sperimentata gli scorsi 8 e 9 febbraio: salvo imprevisti meteo (maltempo o vento), il taglio verrà terminato nella notte e dalle prime ore della mattinata la cosiddetta “trave gerber” inizierà a scendere lentamente verso terra.

La sezione ha le stesse caratteristiche di quella già calata a terra: 36 metri circa di lunghezza, 18 di larghezza, peso di 900 tonnellate. Per farla scendere verranno ancora una volta utilizzati 4 strand jack, pistoni idraulici posizionati sul troncone del viadotto, insieme con gli altri mezzi e strumenti, da una gru della portata di 400 tonnellate con braccio di oltre 90 metri. A oggi non risultano provvedimenti di chiusura di strade, come invece era accaduto per la prima trave, per cui il Comune aveva dovuto chiedere via 30 Giugno.

Se tutto procederà secondo i piani, la sezione dovrebbe arrivare a terra nel pomeriggio di mercoledì. L’obiettivo è finire entro il 2 marzo, giorno in cui la pila 8, quella che sorge proprio sopra via 30 Giugno, verrà demolita, con tutta probabilità utilizzando cariche esplosive che verranno fatte saltare a distanza di pochi istanti l’una dall’altra. 

A gestire questa parte della demolizione sarà Danilo Coppe, titolare della Siag Srl di Parma, uno dei massimi esperti di esplosivi italiani, che a Genova si è già occupato della demolizione dell’ex silos di Ponte Parodi. Saranno loro a occuparsi della demolizione, prevedendo come “zona rossa” un’area circolare del raggio di 250 metri tutto intorno alla pila, predisponendo reti di protezione e pensando anche allo smaltimento dei detriti. 

La commissione esplosivi, istituita appositamente per la gestione della parte di demolizione che include l’impiego di esplosivo, si riunisce proprio mercoledì mattina per discutere dei lavori sulla pila 8 (il sindaco Marco Bucci aveva ventilato la possibilità di utilizzare taglio e strand jack anche in questo caso) e anche delle operazioni di demolizione del troncone est, decisamente più delicato. Il cronoprogramma a oggi parla di prime esplosioni il 15 aprile, dopo la bonifica delle case dall’amianto, ma si attende ancora un’ufficialità delle date e del progetto esecutivo.

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