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Demolizione Morandi: al via le prove di carico sulla pila 11

In attesa dei risultati dei carotaggi sull'eventuale presenza di amianto, i demolitori stanno procedendo con i test in vista della scarificazione e dell'alleggerimento

Potrebbe essere ormai questione di giorni per l’inizio della demolizione della pila 11 del troncone est del ponte Morandi: a partire dalle 22 di martedì via Fillak, da poco riaperta, verrà nuovamente chiusa al transito per consentire le prove di carico dal parte dell’associazione temporanea di imprese cui sono stati affidati i lavori. Il che significa che i tecnici sono pronti ad avviare le operazioni, partendo - proprio come accaduto per il troncone ovest - con la scarificazione dell’asfalto e l'alleggerimento della sezione di impalcato che sorvola proprio via Fillak.

Per i test di carico verranno utilizzati carrelli semoventi telecomandati che metteranno alla prova la resistenza e la solidità di quanto resta della parte est del viadotto crollato il 14 agosto 2018, una tragedia costata la vita a 43 persone. Si tratta di operazioni propedeutiche alla demolizione vera e propria, per cui ancora non è stata presa una decisione definitiva tra esplosivo e smontaggio meccanico: la prima opzione, quella caldeggiata sia dalla struttura commissariale sia dai demolitori, è strettamente legata agli esiti dei carotaggi effettuati da Arpal e Asl sul troncone est per accertare la presenza e l’eventuale quantità di amianto nella struttura, che dovrebbero arrivare nei prossimi giorni.

Sulla questione è intervenuto in mattinata anche il sindaco Marco Bucci, che a margine del Forum Ambrosetti ha confermato che il piano di demolizione per le pile 10 e 11 è ancora al vaglio, ma che l’esplosivo resta l’opzione migliore: «I dati dei carotaggi sono confortanti, ma la decisione non sarà presa finché non ci sarà accordo al 100% tra tutti gli enti coinvolti. Entro la fine della settimana sarà tutto deciso: interpellerò anche il ministero dei Trasporti per essere certo che stiamo andando sulla strada giusta».

«Non prendiamo in considerazione i costi e i tempi, ma solo i fattori di rischio per i cittadini e per chi lavora - ha aggiunto Bucci - l’ipotesi smontaggio comporta più rischi per i lavoratori, che devono operare ad altezze elevate». Il sindaco-commissario aveva già chiarito in passato che la demolizione tramite esplosivo potrebbe comportare l’evacuazione di un’area tra i 250 e i 500 metri di raggio per consentire alle polveri prodotte dalle cariche di disperdersi senza danni né rischi. Tutto resta però ancora da decidere, e molto dipenderà dal parere espresso da Arpal e Asl, oltre che dal Comitato Esplosivi, che verrebbe nuovamente interpellato (come già accaduto quando si parlava di demolizione con esplosivo per la pila 8) per analizzare nel dettaglio le procedure. 

In zona ovest, intanto, procedono i lavori per la demolizione delle pile superstiti: quella della 5 è ormai quasi terminata, mentre lo smontaggio della 4 (per cui vengono utilizzate, va ricordato, maxi gru arrivate dall’Olanda) è previsto a oggi tra l’8 e il 9 maggio. Tra il 17 e il 18 maggio dovrebbe invece avvenire il aglio della penultima trave tampone rimasta, quella che sorge tra le pile 2 e 3.   

Ricostruzione, partite le operazioni anche sul lato est

Dal punto di vista della ricostruzione, sono partiti i lavori per i 14 pali di fondazione della pila numero 11, nel tratto di superficie libero dai resti del viadotto. A ponente sono stati conclusi invece i lavori per gli 11 pali di fondazione della pila numero 6: ogni palo viene scavato mediante trivellazione e le sue pareti sostenute con l’utilizzo di fanghi bentonitici.  All’interno di ciascun palo viene poi calata una gabbia di acciaio che ospita il getto di calcestruzzo che definisce la struttura del palo.

Sempre a ponente, sono stati avviati i lavori per i 15 pali della pila numero 9, dove è stata già completata l’attività propedeutica di bonifica da ordigni bellici.

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