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Morandi: pronto il 'decreto Genova', ma chi e quando ricostruirà?

Continua il botta e risposta fra il governo e il presidente della Regione, Giovanni Toti, a proposito del nome del commissario per la ricostruzione. Il governo sembra orientato a escludere Autostrade dai lavori, ma la società potrebbe presentare ricorso

Dopo il ministro Toninelli, oggi al Salone Nautico è arrivato anche il vice premier Matteo Salvini, che è tornato a parlare di quello che sta più a cuore ai genovesi in questo periodo. «Sul ponte di Genova c'è da fare bene e da fare in fretta, la città ha bisogno di affetto, di presenza e di futuro. Se i dirigenti di Autostrade hanno un cuore, accoglieranno le scelte che verranno fatte senza andare a cercare cavilli e ricorsi vari».

Ministro Toninelli: «Pronto il decreto»

In mattinata il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Danilo Toninelli a 24Mattino su Radio 24 ha spiegato che «Il decreto Genova è pronto verrà pubblicato sulla Gazzetta ufficiale nelle prossime ore. Stiamo dialogando con l'Unione europea perché la ricostruzione del Ponte Morandi di Genova abbia il timbro dello Stato senza una gara che permetterebbe ad Autostrade di ricostruirlo».

Il 'Decreto Genova' conterrà anche il nome del commissario per la ricostruzione, un super commissario a cui spetteranno tutte le decisioni, a cominciare da chi ricostruirà il ponte. Il governo ha ribadito a più riprese come non sarà Autostrade a fare il nuovo viadotto, ma dovrà solo pagare. Da qui le dichiarazioni odierne di Salvini a proposito di eventuali ricorsi, che allungherebbero i tempi della ricostruzione.

La reazione del governatore Toti

«Bene il decreto, meglio tardi che mai», ma «la mia percezione è che il governo abbia un approccio sloganistico e semplicistico: è facile individuare un colpevole e bruciarlo in piazza, più complicato ma anche più utile fare in fretta e costruire il ponte». Ha commentato il governatore della Liguria Giovanni Toti conversando con i giornalisti a margine della kermesse di Fiuggi organizzata da Antonio Tajani, a proposito del dibattito sulla ricostruzione del Ponte Morandi a Genova. «Se vogliamo urlare alla luna e bruciare il colpevole in piazza si faccia pure ma», ha ammonito, questo non accelera «la ricostruzione del ponte».

«Un commissario di governo che ha più poteri di un governatore e di un sindaco» dovrà ricostruire il viadotto «con un minor costo e in un minor numero di mesi, se invece ci mette di più e costa qualcosa vuol dire che qualcuno ha sbagliato», ha detto ancora Toti. «La strada che mi sono permesso di suggerire è gratis e ci vogliono dagli 11 ai 15 mesi: il commissario, che certamente è più bravo e ha più poteri di Toti, ci metterà tra gli 8 e gli 11 mesi e lo farà pagare ai marziani. Se dobbiamo fare un commissario di governo che fa peggio di quello che facevano il povero governatore e il povero sindaco, penso che abbiamo fatto un commissario per niente. Ma io - ha aggiunto Toti - sono fiducioso che farà bene».

Fincantieri e Italferr non potrebbero costruire il ponte

Intanto Edilizia e Territorio de Il Sole 24 Ore apre nuovi scenari. Alessandro Arona e Mauro Salerno scrivono che «né Fincantieri né Italferr, le due società pubbliche cui il Governo vorrebbe far ricostruire il ponte di Genova andato in pezzi il 14 agosto, hanno le capacità tecniche per realizzare una infrastruttura di questo tipo. Non hanno cioè le “Attestazioni Soa”, strumento previsto dal nostro codice appalti per certificare la capacità di realizzare opere pubbliche». Se così fosse, il governo farà dietrofront e riabiliterà Autostrade nel processo di ricostruzione? Resta da capire se la strada più breve è anche la migliore.

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