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A Tursi il consiglio sul ponte Morandi. Bucci: «Il progetto non cambia»

Il sindaco-commissario ha ribadito le priorità chiarendo che a oggi le esplosioni non sono ancora escluse. Qualche protesta dall'opposizione per risposte definite «poco esaustive»

«Il progetto non cambia, così come non cambia la data di fine lavori che io considero ancora la best option»: così il sindaco Marco Bucci ha risposto alla serie di ordini del giorno presentati nel corso del consiglio comunale di martedì 2 aprile, la cui seconda parte era incetrata proprio sui lavori di demolizione e ricostruzione del ponte Morandi.

Bucci ha ribadito le priorità su cui viene sviluppato il cantiere, augurandosi di «non doverle specificare più. Le linee guida cui ci ispiriamo sono tutela della salute pubblica, che viene prima di tutto, e subito dopo il rispetto delle tempistiche definite: Genova ha bisogno del ponte il più in fretta possibile, e il tempo è la cosa principale, che viene prima della razionalizzazione dei costi e dell’efficienza,  nel senso che anche solo un mese di ponte preparato prima è importante. Dopodiché, come sindaco e città riteniamo sia un’altra priorità il sostegno alla struttura commissariale e agli enti preposti: sono priorità chiare e definite, e vorrei non fossero più messe in discussione».

Demolizione, il sindaco-commissario: «Esplosivo non ancora escluso»

Il dibattito si è spostato quindi sulla questione esplosivi: a oggi, ha ricordato il sindaco, l’utilizzo di microcariche per la demolizione non è ancora esclusa, a prescindere dal rinvenimento di percentuali di amianto nella pila 8. In attesa dell’esito dei 300 carotaggi effettuati sul troncone est, l’opzione esplosivi resta dunque sul tavolo, perché «noi dobbiamo fare un ponte e dobbiamo trovare un modo per unire le due gallerie e ridare la viabilità ordinaria a Genova. Stiamo cercando tutte le soluzioni possibili, ma nel caso in cui venisse valutato di concerto con Asl e Arpal, che l’esplosivo potrà essere utilizzato e che garantirà una maggiore incolumità ai lavoratori rispetto a lavori di taglio a 95 metri di altezza, sceglieremo l’esplosione. Non possiamo dunque dire che non procederemo in questo senso, ma siamo allineati con la migliore delle opzioni disponibili».

Anche sull’ipotesi spostamento del tracciato del nuovo ponte, il sindaco-commissario è stato piuttosto «Il progetto di ricostruzione non ha subito modifiche, il rapporto del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici non è ancora uscito, abbiamo ricevuto alcuni input dal presidente, che ci ha consigliato di procedere in un certo modo, ma voglio ricordare che posso procedere anche senza l’approvazione». Il riferimento è alle indiscrezioni su possibili variazioni al progetto, sia per quanto riguarda il tracciato (con uno spostamento di 20 metri verso sud), sia per quanto riguarda la conformazione e i limiti di velocità imposti sul ponte.

«I lavori di ricostruzione sono regolarmente partiti con le opere propedeutiche - ha aggiunto Bucci - Il progetto è valido e non modificato, non è in previsione di modificare le pile né di spostare il ponte». Infine, sulle date, il sindaco-commissario ha ribadito che «la best option è la cosa migliore che abbiamo in mano al momento (aprile 2020, ndr), se cambia qualcosa continuo a dare la best option perché mi sembra l’atteggiamento più professionale e onesto intellettualmente, e i genovesi hanno bisogno di questo. Continuerà dunque a dare l’opzione migliore che ho al momento, con il diritto di cambiarla un momento dopo se mi dicono che va cambiata: è così che si lavora in tutto il mondo».

Bucci ha lasciato il consiglio intorno alle 17.30, prima del voto: dei 6 ordini del giorno previsti, uno solo non è stato approvato per la presenza di una frase che poteva potenzialmente escludere l'utilizzo dell'esplosivo. Qualche momento di tensione con le opposizioni, che hanno contestato risposte poco esaustive, in particolare con il consigliere del Movimento 5 Stelle Luca Pirondini, che ha ricevuto anche gli applausi di alcuni residenti di via Porro presenti sugli spalti.

Demolizione pila 5 e riapertura via Fillak: manca ancora la data

Nessuna nuova neanche dal punto di vista dell'inizio della demolizione meccanica della pila 5, e della riapertura di via Fillak: le maxi gru provenienti dall'Olanda sono già state montate e verranno posizionate nel tratto interessato (che è poi quello da cui dovrebbe partire la demolizione), ma a oggi nessuna data è ancora stata diffusa per quanto riguarda l'inizio dei lavori di smontaggio veri e propri.

In via Fillak, invece, tutto dipende dal montaggio delle torri d'acciaio che serviranno per mettere in sicurezza il troncone est, consentendo così la riapertura della strada e anche il quarto accesso nei palazzi evacuati di via Porro. In questi giorni i tecnici stanno ultimando la posa delle basei su cui verranno poi appoggiate le torri, e sino alla completa installazione non sarà possibile riprendere il traffico.

Fibre di amianto, diffusi i monitoraggi effettuati sul cantiere di levante

Nel frattempo, l’associazione temporanea dei demolitori ha reso noti i risultati dei primi campionamenti dell’aria effettuati nella zona di cantiere del troncone est: due le centraline che hanno monitorato l’aria in cerca di eventuali fibre aerodisperse di amianto, una a nord e una a sud del troncone, quest’ultima posizionata in via Porro. I campionamenti sono durati 16 giorni, per un totale di 32 rilevamenti, tutti inferiori alle 0,1 fibre al litro eccezion fatta per una, pari proprio allo 0,1%, comunque ben al di sotto della soglia di legge dello 0,6.

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