Crollo Morandi, il 14 agosto 450 parenti delle vittime in città: i dettagli sulla cerimonia

Attese in città le massime cariche dello Stato, in primis il presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Bucci annuncia: «Prima parte di ponte visibile a settembre»

A una settimana dal primo anniversario del crollo del ponte Morandi, la città (e l’Italia intera) si preparano a ricordare la tragedia, e a rendere omaggio alle vittime, accogliendo non soltanto le massime cariche dello Stato, ma anche oltre 450 parenti delle 43 vittime uccise dalla caduta del gigante di calcestruzzo e acciaio.

Per la mattina di mercoledì 14 agosto, infatti, è prevista una cerimonia in ricordo della tragedia proprio nella zona in cui è avvenuto il disastro. La commemorazione si terrà davanti alla futura pila 9 del nuovo ponte, che sarà già alta oltre 25 metri e svetterà sull’area di cantiere, su cui verrà assicurata una bandiera di San Giorgio. Alle 10 verrà celebrata la messa da parte dell’arcivescovo di Genova Angelo Bagnasco, che passerà poi la parola alle istituzioni per i discorsi ufficiali. Attesi nel capoluogo ligure il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, i presidenti di Camera e Senato, Roberto Fico ed Elisabetta Alberti Casellati, il premier Giuseppe Conte e i vicepremier Matteo Salvini e Luigi Di Maio.

Alle 11.36, ora esatta del crollo, sulla città calerà il silenzio, interrotto soltanto dal suono delle campane a lutto che risuoneranno in tutto il territorio. Il Comune ha in programma una commemorazione semplice e discreta, e in questi giorni si sta dando da fare per accogliere nel modo migliore i parenti delle 43 vittime del crollo: «Sono in molti a voler partecipare a un momento che sarà di commemorazione e commozione - ha detto il sindaco-commissario Marco Bucci - Di sicuro quel giorno sarà messo da parte ogni aspetto autocelebrativo».

Nuovo ponte di Genova, Bucci: «Prima parte visibile a settempre»

I lavori per la demolizione e per la ricostruzione del viadotto sul Polcevera, però, vanno avanti, nel modo più rapido possibile: sul fronte demolizione resta da ultimare quella della pile 1,2,8 e di quanto resta della 10. Per la 10, in particolare, si sta aspettando che i periti finiscano di repertare i detriti nell’ambito dell’inchiesta, in modo da procedere poi con i lavori. In via Porro, invece, si rimuovono le macerie degli edifici demoliti, un passaggio fondamentale per aprire il bypass che i residenti chiedono ormai da mesi per dare respiro alla viabilità.

Gli sforzi, però, sono adesso quasi tutti concentrati sulla ricostruzione del nuovo ponte, ancora senza nome: «Al momento si sta lavorando sulle fondamenta di 11 delle 18 pile previste. La prima a salire è la 9 - ha confermato Bucci - È già alta una ventina di metri. Sono arrivate 3 delle 30 navi previste da qui a ottobre con i pezzi degli impalcati. Nella seconda metà di settembre vedremo il primo pezzo di ponte, con l'impalcato montato su due pile». A fine agosto, dunque, i demolitori dovrebbero lasciare il cantiere ai costruttori dopo mesi di lavoro non stop. La deadline, per l’inaugurazione del nuovo viadotto, resta sempre la stessa per ora: aprile 2020.

Sopralluogo per la visita del presidente Mattarella

Mercoledì mattina, intanto, il cantiere ospiterà un sopralluogo delle forze dell’ordine in previsione dell’arrivo del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, per la partecipazione alla commemorazione. La giornata di mercoledì sarà dedicata a predisporre tutte le misure di sicurezza per la cerimonia, cui prenderanno parte non solo i parenti delle vittime, ma anche gli sfollati e i feriti sopravvissuti alla tragedia.

I genitori simbolo della tragedia in visita da Toti

Lunedì pomeriggio, inoltre, il governatore ligure (e commissario per l'emergenza) Giovanni Toti ha accolto nella sede della Regione Liguria uno dei sopravvissuti al crollo, Gianluca Ardini, il giovane che è rimasto in bilico per ore sul precipizio pensando alla compagna Giulia, incinta del figlioletto Pietro, nato un mese dopo la tragedia e diventato il simbolo della rinascita.

«Quel 14 agosto Gianluca Ardini ha lottato per ore per restare in vita e veder nascere suo figlio. E ce l’ha fatta: il piccolo Pietro è nato il 13 settembre 2018, a quasi un mese dal crollo del ponte Morandi - ha scritto Toti su Facebook - Da allora Pietro, Gianluca e sua moglie Giulia sono diventati un po’ il simbolo della speranza per Genova. A me hanno trasmesso tanta forza, per lavorare di più, lavorare bene e velocemente, per la città, per la Liguria, per le imprese, per i cittadini, per tutti i piccoli Pietro che costruiranno qui il loro futuro.  Pietro oggi ha quasi un anno e quasi un anno è passato da quel terribile giorno che si è portato via 43 vite innocenti, che mai dimenticheremo.  Per questo ieri ho voluto incontrare Gianluca e Giulia: vederli sorridere mi ha fatto pensare al tanto lavoro fatto e a quello che ancora c’è da fare. Alla voglia di ripartire. E tornare più forti di prima. Genova può farlo e lo sta facendo, come ha fatto la famiglia Ardini».

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