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Salute, ambiente e risarcimenti: assemblea pubblica in Valpolcevera

I comitati e le associazioni hanno convocato un incontro nella scuola Gaz cui parteciperanno un esperto di epidemiologia e prevenzione e un avvocato: appuntamento il 26 gennaio

Con l’avvicinarsi della demolizione del ponte Morandi (che, stando ai tempi forniti dal sindaco commissario Marco Bucci prima dell’inizio delle prove di carico, dovrebbe iniziare la prossima settimana), sale la preoccupazione dei residenti della Valpolcevera per le  conseguenze che un cantiere di grandi dimensioni come quello del viadotto avrà sul territorio.

I timori e gli interrogativi riguardano in particolare le ricadute che i lavori di demolizione  e ricostruzione avranno sull’ambiente, sull’inquinamento e in generale sulla viabilità di un’intera area densamente popolata e sede di numerose attività commerciali che ormai da 5 mesi fa i conti con la situazione post crollo. Ed è proprio per analizzare nel dettaglio questi aspetti che sabato 26 gennaio il Comitato Liberi Cittadini di Certosa, insieme con altre associazioni e comitati, ha organizzato un’assemblea pubblica nei locali della scuola media Caffaro di via Gaz, un incontro aperto a tutta la cittadinanza in cui interverranno anche alcuni esperti.

In particolare, il comitato ha chiesto il supporto del dottor Valerio Gennaro del dipartimento Epidemiologia e Prevenzione dell’Ist di Genova, che si occuperà degli aspetti sanitari e ambientali, e dell’avvocato Massimo Chiocca, che analizzerà invece quelli legali. Resta ancora aperta, infatti, la questione dei risarcimenti per i residenti della zona arancione, e cioè dell’area ai confini con la zona rossa che non è stata inclusa nel decreto Genova e neppure nella Finanziaria: lo scorso venerdì avevano attraversato il centro città da Tursi alla Regione per chiedere chiarimenti al sindaco, al governatore Giovanni Toti e al prefetto Fiamma Spena, ricevendo rassicurazioni sul fatto che presto verranno installate centraline per il controllo dell’aria e dell’acustica e che si farà chiarezza sui risarcimenti attraverso un incontro dedicato al governo.

La richiesta dei residenti della zona arancione, riuniti in un comitato ribattezzato “Ai confini della zona rossa”, è quella di applicare la legge Pris (Programma regionale sulle infrastrutture strategiche), che si applica di solito a chi è interferito dalle opere pubbliche, anche alla zona arancione.

Dal punto di vista ambientale, inoltre, i residenti hanno ottenuto di poter partecipare al tavolo che verrà formato dopo la firma del protocollo di intesa tra Comune di Genova, Regione Liguria, Arpal e Asl 3 genovese per monitorare le problematiche ambientai e di salute legate al cantiere.

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