Cronaca Via Trenta Giugno 1960

Crollo ponte Morandi, conto alla rovescia per la riapertura di via 30 Giugno 1960

Due consiglieri comunali hanno chiesto chiarimenti sulla situazione delle strade al di sotto di quanto resta di ponte Morandi. Il sindaco Bucci ha chiarito come servano due via libera, da parte della Procura e della commissione tecnica sulla stabilità

Il Consiglio Comunale di martedì 2 ottobre è iniziato alle ore 14 con le interrogazioni a risposta immediata, due delle quali dedicate al tema della viabilità dopo il crollo di ponte Morandi, avvenuto lo scorso 14 agosto, provocando 43 vittime. Di tenore simile le dichiarazioni di due consiglieri.

Luca Pirondini: «In merito alle dichiarazioni rilasciate alla stampa in questi ultimi giorni dal procuratore di Genova, Francesco Cozzi, si chiede di conoscere nel dettaglio quali siano le aree e le vie attualmente sotto sequestro a seguito del crollo del ponte Morandi e se per le medesime sia stata avanzata dal Comune ufficiale richiesta di dissequestro alle autorità competenti per consentire, in particolare, nuovamente il traffico privato in via 30 Giugno 1960 almeno nella corsia non occupata dai detriti».

Gianni Crivello: «Nei giorni scorsi il dottor Francesco Cozzi, procuratore capo di Genova, ha rilasciato dichiarazioni molto chiare in riferimento a demolizioni e relative riaperture di strade fondamentali per superare l'isolamento della Valpolcevera e di Certosa. si chiedono chiarimenti in riferimento alla citata mancata presentazione di istanze di dissequestro e di demolizione».

A entrambi ha risposto il sindaco Marco Bucci. «Se tutto va bene e abbiamo l'ok del gip, l'8 o il 9 ottobre potremmo riaprire via 30 Giugno 1960. Il 27 settembre abbiamo avuto il via libera della commissione e due giorni dopo abbiamo avanzato richiesta di dissequestro, oggi è arrivata un'ulteriore carta dal procuratore capo che supporta le nostre esigenze. Da domani potrebbero già iniziare i lavori per arrivare a un senso unico alternato».

Bucci ha anche chiarito che «non ci sono aree sotto sequestro, sotto sequestro c'è il ponte, quello che è rimasto su e quello che è finito giù».

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