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A tre mesi dal crollo, 43 rose bianche per ricordare le vittime del Morandi

Sono trascorsi 3 mesi esatti dal 14 agosto, giorno in cui la città è cambiata per sempre e 43 persone hanno perso la vita: in mattinata il ricordo commosso e la rabbia per un decreto che ancora non c'è

Genova non dimentica: in attesa del decreto che sancirà le modalità di demolizione di quanto resta del ponte Morandi e di ricostruzione del nuovo viadotto sul Polcevera, nel mezzo della seconda tornata di rientri per gli sfollati della zona rossa, la città si prende qualche minuto per ricordare la tragedia che l’ha colpita il 14 agosto e che, oltre a cambiarla per sempre, si è portata via 43 vite.

Proprio per rendere omaggio alle 43 vittime del Morandi, mercoledì mattina, a tre mesi esatti dal crollo, si è tenuta una cerimonia in via Fillak, nel cuore della zona rossa, al termine della quale i partecipanti hanno percorso a piedi via Campi sino al ponte pedonale sul Polcevera e lì hanno posato 43 rose bianche, una per ogni vita strappata. Alle 11.36, come già accaduto in occasione del primo e del secondo, tragico anniversario, nell’aria si sono levati i 43 rintocchi di una campana tibetana.

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«A noi il dovere di ricordare che non si può morire così, nel 2018. Dolore, rabbia e lacrime», è stato il commento degli organizzatori della manifestazione, riuniti nel gruppo - virtuale e fisico - “Quelli del ponte Morandi”. Che nonostante tutte le difficoltà quotidiane, tra “rientri lampo”, allerte meteo, vite sospese in attesa di aiuti concreti, non dimenticano mai di commemorare chi nel crollo ha perso la vita e di manifestare vicinanza a chi ne soffre la mancanza. 

Luca Bizzarri: «2208 ore dal crollo e ancora non si è fatto nulla»

E mentre ancora si attende la conversione in legge del decreto Genova (altra battuta d’arresto è arrivata per l’impasse della maggioranza su un emendamento che riguarda Ischia e che vi è inserito), e il sindaco Marco Bucci scalpita dettando i tempi di inizio demolizione (15 dicembre) e ricostruzione («massimo entro i primi mesi del 2020»), a nessun genovese sfugge il fatto che sono ormai trascorsi tre mesi dal crollo, e che di concreto ancora poco è stato fatto. E Luca Bizzarri, presidente della Fondazione Palazzo Ducale, si è fatto portavoce del pensiero comune.

«C’è qualcuno per cui tre mesi fa non è cambiato nulla. C’è qualcuno che evidentemente fa finta di non vedere, di non sapere che dopo tre mesi non si sa non solo come si farà il ponte, ma neppure chi lo farà, quando, in quali tempi, cosa verrà distrutto e cosa salvato - ha scritto in un post che sta guadagnando sempre più like e condivisioni - Non parliamo di bella o brutta politica, parliamo di senso della realtà.  Un autorevole membro del governo, a ventiquattro ore dal crollo, ha detto:”I colpevoli hanno un nome e un cognome”. Dopo ventiquattro ore.
Sono passate duemiladuecentootto ore e ieri, in Senato, il Governo è andato sotto su un emendamento del decreto Genova che parla di Ischia, che è a settecentocinquanta chilometri da Genova. C’è qualcuno per cui tre mesi fa la vita non è cambiata per nulla. E non importa quale sia il suo nome e il suo cognome. Il ponte non c’è, non ci sono lavori, non ci sono progetti, non ci sono bandi. La politica non è vecchia o nuova, è utile o inutile, quando non è ridicola o peggio, dannosa».

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