Mercoledì, 28 Luglio 2021
Cronaca

Blitz antifascista sul monte Manfrei: sulle lapidi i nomi degli esponenti di destra

Genova Antifascista diffonde un video e uno sfogo contro quello che definisce "revisionismo storico", nel mirino anche Sergio Gambino, consigliere delegato alla protezione civile del Comune di Genova

Sergio Gambino, Valeria Amadei, Francesco Biamonti, Mauro Siri: sono i nomi comparsi sulle lapidi senza nome del monte Manfrei, al Faiallo, un attacco ad alcuni esponenti della destra ligure da parte di Genova Antifascista.

Il luogo non è stato scelto a caso: il monte Manfrei è stato al centro delle cronache perché, secondo alcune correnti di pensiero, sarebbe stato teatro dell’eccidio di 200 soldati della San Marco da parte dei partigiani. Una versione più volte smentita dall’Anpi di Savona, che non ha impedito però di organizzare diverse commemorazioni sul monte Manfrei.

Da qui il blitz di Genova Antifascista, che nel Giorno del ricordo (che ricorda i massacri delle foibe e l'esodo giuliano dalmata) ha fatto trovare sulle lapidi installate nel terreno i cartelli con i nomi di alcuni esponenti della destra ligure: nel video diffuso in rete si vede quello di Antonino Sergio Gambino, consigliere delegato alla Protezione Civile del Comune di Genova e consigliere di Fratelli d’Italia, ma anche quelli dei tre consiglieri comunali di Cogoleto accusati di avere fatto il saluto romano durante un consiglio, di Alessio Vescovo, responsabile provinciale del movimento di estrema destra Azione Frontale, e di Andrea Cavalleri, il suprematista di Savona 22enne arrestato nei giorni scorsi dalla Digos. E sulle sedie intorno al podio, la parola “resistenza” vergata in rosso.

«La scorsa notte ci siamo immersi nel favoloso mondo di monte Manfrei. Un luogo fantastico creato ad arte dai nostalgici della Rsi - è stato il commento di Genova Antifascista - si immagina che in questo luogo, all'indomani della Liberazione, siano stati giustiziati un numero indefinito di Marò da una misteriosa formazione partigiana di cui non si conosce il nome. I corpi non sono mai stati trovati e i nomi sulle lapidi sono fittizi. Per una notte anche noi ci siamo calati in quel luogo creato ad arte per annacquare la memoria della Resistenza Partigiana, un luogo in cui tutto è frutto della fantasia e nulla è reale».

«Oggi siamo tornati alla realtà, volare con la fantasia può essere pericoloso - concludono i militanti di Genova Antifascista - negli ultimi anni abbiamo assistito, troppe volte in silenzio, al progetto di revisionismo storico portato avanti in primis dalla destra e dalla sinistra istituzionali, come lo dimostrano l'istituzione del giorno del ricordo e la vergognosa proposta, passata con il silenzio della “sinistra” cittadina, di istituire un'anagrafe antifascista e anticomunista».

Blitz antifascista sul monte Manfrei, la condanna delle istituzioni

Diverse intanto le manifestazioni di solidarietà al consigliere Gambino, che dal canto suo ha chiarito che «non mi farò intimidire, non perché sia un duro o così voglia apparire, ma semplicemente perché guardare avanti e continuare questo percorso è la cosa più giusta da fare».

Il primo a manifestare solidarietà è stato il sindaco Marco Bucci, seguito dal presidente della Regione, Giovanni Toti: «Un episodio che va stigmatizzato e condannato per la violenza che esprime, tra l’altro in un giorno in cui l’Italia ricorda dolorose e laceranti ferite del passato», ha detto il sindaco di Genova, mentre Toti ha sottolineato che «usare l’antifascismo come pretesto per squallide minacce non è degno di chi ha fatto la storia di questo Paese».

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