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Epidemia al Monte Contessa, canile chiuso almeno sino al 14 settembre

Cinque i casi mortali accertati di gastroenterite nella struttura municipale. L'associazione che lo gestisce corre ai ripari insieme con Comune e Asl, ma non mancano le critiche

Sono cinque i cani che hanno perso la vita per colpa dell’epidemia di parvovirosi - un ceppo di infezione gastrointestinale canina particolarmente violenta - scoppiata a fine agosto nel canile municipale di Monte Contessa, sulle alture di Sestri Ponente: l'ultimo caso lunedì, mentre  gli accertamenti proseguon e l'emergenza resta nel pieno, non senza polemiche per il modo in cui la situazione è stata gestita.

Da un lato ci sono infatti diversi volontari che protestano contro quello che è stato definito un modo “inadeguato” di affrontare l’epidemia e contenerla il più possibile all’interno della struttura; dall’altro ci sono gli operatori dell'associazione Una (e altri volontari che li appoggiano), che dal 2009 hanno in gestione il canile e che assicurano di avere seguito tutte le norme da adottare in casi simili lavorando quasi 24 ore su 24 a stretto contatto con il direttore sanitario. Di fatto, il canile municipale è chiuso ormai dal 28 agosto, e lo resterà con tutta probabilità sino al 14 settembre, salvo che non si presentino altri casi di infezione.

«Presumiamo che a portare in struttura la malattia sia stato un cucciolo entrato il 13 agosto in canile - spiega a Genova Today Gilda Guardascione, membro del consiglio direttivo del canile insieme con altri due soci - Stiamo cercando di ricostruire cosa sia esattamente accaduto, ancora non riusciamo a capacitarci. Il cucciolo è arrivato in canile ed è stato portato in isolamento, dove è stato tenuto in una gabbia. È rimasto da noi poche ore prima di essere trasferito in clinica proprio alla luce dei sintomi che presentava: in quelle ore, evidentemente, questo ceppo particolarmente violento ha attecchito su altri cani che si trovavano nei locali dell’isolamento e dell’infermeria, che sono comunque lontani dalle cosiddette “stecche”, in cui ci sono le gabbie».

L’epidemia, come detto, ha fatto di certo 5 vittime: tre cuccioli, tra cui quello da cui si presume sia partita, una femmina di circa un anno deceduta mercoledì 29 agosto, e un maschio adulto di circa 3 anni. Si tratta in tutti i casi di cani vaganti, trovati in città e portati dalla Croce Gialla in canile come accade per la stragrande maggioranza degli animali accolti al Monte Contessa. Dopo l'ultima ispezione della Asl è stato disposto che il canile resti chiuso sino al 14 settembre: il tempo di incubazione della malattia è di 10 giorni, e l’ultimo caso letale di parvovirosi in canile risale a lunedì 3 settembre.

«In totale sono 16 i cani contagiati, 5 quelli che non ce l’hanno fatta 5 sono guariti e 6 sono ancora in terapia. Ringraziamo tutti coloro che ci sono stati vicini in queste settimane difficilissime, compreso il Comune e le associazioni di volontari, e pur addolorati per la morte dei 5 cani tiriamo un sospiro di sollievo per il fatto che l’epidemia non si sia allargata alle stecche, altrimenti le conseguenze sarebbero state decisamente più tragiche».

L’associazione risponde ai detrattori con un’iniziale ammissione di colpa: «Sicuramente abbiamo delle responsabilità - spiega Guardascione - ma abbiamo cercato di gestire la situazione, e 140 cani, con i fondi e le risorse a disposizione. Oltre ai 3 membri del direttivo e alle 4 associazioni inserite nel capitolato d’intesa, con cui collaboriamo sin dall’inizio, e dunque dal 2009, abbiamo 7 dipendenti, di cui 5 operatori addetti alle pulizie, e il direttore sanitario». 

Restano gli interrogativi sul modo in cui la parvovirosi si sia così rapidamente diffusa. «Ancora stiamo cercando di capire, teniamo conto che è un’epidemia, e come tale si è diffusa - replica Guardascione - Quando abbiamo iniziato a notare sintomi inquietanti in altri cani presenti all’interno del canile ci siamo allarmati e abbiamo chiesto gli esami. Pur avendo adottato le misure di sicurezza previste c’è il problema che la malattia si manifesta dopo 10 giorni».

Il Monte Contessa resta dunque off limit, aperto soltanto agli operatori dell’associazione Una, almeno sino al 14 settembre, data indicata come ultima per essere certi che il focolaio sia sotto controllo. Il 18 settembre è invece fissato il termine per la presentazione delle domande per aderire al bando per la gestione della struttura, in scadenza. L’associazione Una si ripresenterà, da sola, anche se è possibile che il termine venga prorogato proprio a causa dell’emergenza sanitaria. Alla Asl spetterà invece il compito di fare chiarezza su cosa l’abbia scatenata, e come sia stata gestita, ma il consiglio è quello di dedicare particolare attenzione, in generale, ai propri cani in cerca di sintomi inusuali e preoccupanti, ed eventualmente segnalare e rivolgersi a un veterinario in via precauzionale.

“Il problema sicuramente c’è e lo stiamo affrontando, in primis attraverso la Asl - conferma Matteo Campora, assessore comunale all’Ambiente - Il dirigente preposto , Claudio Capurro, ha effettuato un ultimo sopralluogo il 5 settembre a seguito delle segnalazione del Comune e del direttore sanitario del canile. È stato predisposto l’isolamento assoluto del canile sanitario e dell’infermeria, e la chiusura del canile al pubblico e ai volontari. Della riapertura deciderà la Asl, come assessorato faremo sopralluoghi col il dirigente per verificare le condizioni della struttura appena possibile. Ci è stata effettivamente chiesta una proroga proprio in ragione di questa emergenza, e stiamo valutando con gli uffici se stabilirla o meno. Si terrà inoltre una commissione consiliare sul tema entro la fine di settembre”

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