Cronaca

Da Moneglia ad Arenzano, "dress code" per i turisti: niente costume in città

Diverse cittadine ad alto richiamo turistico corrono ai ripari con ordinanze ad hoc per mantenere il decoro nelle vie principali

Va bene il caldo, vanno bene le vacanze, ma il dress code c’è anche durante le ferie. E così, in cittadine ad alto richiamo turistico come Moneglia, a levante, o Arenzano, a ponente, i rispettivi sindaci vietano ai turisti di aggirarsi per le vie in costume o a torso nudo.

A Moneglia, il sindaco Claudio Magro ha firmato un’ordinanza in vigore dal primo agosto al 30 settembre, mentre ad Arenzano il nuovo sindaco Luigi Gambino, lo scorso 20 giugno, ne ha emessa una del tutto simile in vigore però già a luglio: per chi lascia la spiaggia l’obbligo è quello di lasciarci anche il look. E dunque, in paese, per le donne è richiesto almeno il copricostume e per gli uomini t-shirt e pantaloncini. 

All’elenco di cittadine decise a mantenere “il decoro” si è recentemente aggiunta anche Rapallo, dove il sindaco Carlo Bagnasco, dopo le lamentele sempre più numerose dei residenti, ha firmato la stessa ordinanza in vigore dal primo luglio al 30 settembre in diverse vie della città, tra cui il lungomare, via Mazzini e i vicoli, via Venezia e vicoli via Mameli nel tratto pedonale. 

Il rischio, in caso di mancato rispetto dell’ordinanza, è di vedersi staccare una multa di 50 euro. Cifra che può salire di parecchio a Moneglia, dove la Municipale, incaricata di vigilare sul “decoro”, può arrivare a emettere una multa sino a 250 euro. 

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