Cronaca

Migliaia di euro per installare falsi rilevatori di gas, finto tecnico nei guai

Un giovane di 23 anni denunciato dalla Polizia di Stato

Ha venduto a un anziano un rilevatore di gas del valore di poche decine di euro chiedendo 400 euro, poi è scappato col bottino.

Vittima del raggiro un anziano residente a Molassana, che mercoledì mattina si è ritrovato sulla porta di casa un sedicente tecnico del gas che gli ha fatto compilare un contratto vendendogli il rilevatore prima di dileguarsi.

Il pensionato, una volta consegnati i soldi, ha capito di essere stato truffato e si è presentato dai carabinieri per presentare denuncia: indagini sono ora in corso per risalire all'identità del truffatore.

Si tratta con tutta probabilità dello stesso truffatore, quello rintracciato poi dalla Polizia di Stato, che ha denunciato un 23enne bresciano per aver compiuto proprio una serie di reati simili. Il ragazzo si era presentato a casa di una persona disabile riferendo di essere un tecnico mandato per installare dei rilevatori di  gas. Ha convinto l’uomo dicendogli che si trattava di un procedimento obbligatorio. Dopo aver posizionato due apparecchi di plastica sia in bagno che in cucina, il truffatore ha indotto la sua vittima a firmare un contratto (senza rilasciargli copia) e a pagare tramite Bancomat. Il malintenzionato ha però digitato sul suo Pos 798 euro invece dei  79,80  pattuiti, effettuando anche una seconda digitazione di 399 euro, quindi, “guadagnati”  ben 1200 euro è uscito.

La vittima ha però raccontato tutto alla sua badante che ha chiamato la Polizia dando una descrizione dettagliata dell’uomo. Le volanti dell’U.P.G. e del Commissariato San Fruttuoso si sono attivate alla ricerca di altri cartelli affissi nei condomini della via per capire dove avrebbe colpito di nuovo il truffatore. Infatti lo hanno trovato all’interno di un portone, intento a raggirare un anziano residente.

Controllato dagli agenti, il 23enne è risultato avere numerosi precedenti per truffa, commessi con le stesse modalità. Nella sua auto sono stati rinvenuti e sequestrati molti volantini e alcuni dispositivi di rilevazione gas (del valore di circa 80 euro) uguali a quelli già installati.

Il giovane ha dichiarato di lavorare per una ditta di servizi dello zio, alla quale sono intestati i tre Pos  di cui era in possesso.

Dai “registri” da lui custoditi si è potuto risalire ad altre truffe commesse nei giorni precedenti, con la stessa tecnica di aggiungere uno zero durante la digitazione della cifra sul Pos.

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