Omicidio di Molassana, convalidato il fermo del figlio

L'uomo, 56 anni, si trova ancora ricoverato e sedato all'ospedale San Martino dopo la caduta dal quarto piano del suo palazzo. Per gli inquirenti avrebbe ucciso l'anziano padre perché in preda a una forte depressione

È stato convalidato il fermo di Riccardo Sciaccaluga, l’uomo di 56 anni che la notte tra sabato e domenica scorsi ha ucciso l’anziano padre e poi si è gettato nel vuoto dal quarto piano nel tentativo di togliersi la vita. L'accusa è di omicidio volontario.

A convalidare il fermo è stato il gip Luisa Avanzino sulla base delle prove e della ricostruzione forniti dagli investigatori della Squadra Mobile di Genova. Sciaccaluga infatti si trova ancora ricoverato all’ospedale San Martino e non è ancora stato ascoltato, complice i sedativi somministrati per sottoporlo all’intervento chirurgico che si è reso necessario per curare le ferite e le fratture riportati nella caduta dal quarto piano del suo palazzo.

La vicenda è avvenuta in un appartamento di via Salvo d’Acquisto, nel quartiere genovese di Molassana. Il 56enne, sposato e con una figlia, si era da qualche mese assunto il compito di accudire il padre 90enne dopo la morte della madre, ma negli ultimi tempi era apparso molto stressato e depresso. Stando a quanto ricostruito dagli inquirenti, la notte prima di Pasqua avrebbe colpito il padre alla testa con un martello, poi ha aperto la finestra e si è gettato nel vuoto.

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