Mostra di Modigliani, la denuncia: «Almeno 10 falsi»

Il critico d'arte Carlo Pepi, uno dei massimi esperti di Amedeo Modigliani, punta il dito contro l'esposizione da record del Ducale: «Alcune opere sono palesemente false». L'intervista a Genova Today

Oltre 70mila visite in poco più di 3 mesi, una delle mostre più di successo ospitate a Genova, ma un’ombra rischia di offuscarla: secondo Carlo Pepi, uno dei massimi esperti di Modigliani a livelli internazionale, alcune opere della mostra su Amedeo Modigliani a Palazzo Ducale sarebbero false.

La denuncia è partita dalla pagina Facebook di Pepi, fondatore della Casa Natale di Modigliani ed ex curatore degli Archivi Modigliani su incarico di Jeanne, la figlia che il celeberrimo artista italiano ebbe dalla compagna Jeanne Hébuterne: «C’è un gruppo che è palesemente falso, e un altro gruppetto che andrebbe visto da vicino per accertarsene, anche se propendo anche in questo caso per il falso - spiega Pepi, raggiunto telefonicamente da GenovaToday - Me ne sono accorto già solo sfogliando il catalogo: in Italia, ma anche all’estero, sono moltissimi i falsi di Modigliani, e la mia missione è diventata quella di portarli allo scoperto».

Tra i dipinti indicati come «falsi plateali», perché «non è affatto lo stile di Modigliani, non è il suo universo», il critico d’arte indica uno dei nudi, il dipinto “La sposa e lo sposo” e alcuni disegni e sculture, tra cui una cariatide, falsamente attribuite a “Modì”: «Si tratta di evidenti contraffazioni, e mi stupisco che i curatori non le abbiano notate- sottolinea il critico d’arte pisano - Anche Marc Restellini (fondatore della Pinacothèque de Paris, a sua volta esperto di Modigliani, ndr) si è detto d’accordo con me. Ci siamo scambiati alcune mail, e ha confermato la mia impressione».

«Non sono ancora venuto a Genova a vedere la mostra, proprio perché so come vanno le cose e temevo di assistere all’ennesimo scempio, ma mi hanno portato il catalogo e non ho potuto fare a meno di studiarlo - prosegue Pepi - Mi sono subito balzati agli occhi i falsi. A mio parere sono almeno 10, mentre su altri 3 nutro forti dubbi».

Pepi ha negato recisamente anche il contributo di Modigliani nelle nature morte opera dell’amico del pittore livornese, Moise Kisling: «Se vogliamo dire che sono di Kisling benissimo, ma indicare come co-autore Modigliani è sbagliato: lui non c’entra niente. Studio le sue opere da una vita, e quando denuncio un falso raramente mi sbaglio. Anche la Maria, l’opera numero 60 in catalogo, è palesemente falsa. E pure copiata male».

Pepi, infatti, è stato il primo e unico a denunciare la falsità delle 3 teste ritrovate nei fossi di Livorno, rivelatesi poi proprio un falso: «Sono stato tra i fondatori della Casa Natale Modigliani, ma negli anni ’90 decisi di allontanarmi proprio per disaccordi con gli altri curatori, cui non interessava segnalare i falsi. Mi rifiutavo di autenticare opere che a mio parere erano ovviamente non di Modigliani. Mi stupisco che non sia stato denunciato nulla a Genova, vedremo come si evolverà la situazione».

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