Falsi Modigliani, botta e risposta tra Assoutenti e Ducale per il rimborso

L'associazione scende in campo per aiutare i visitatori della contestata mostra ad avere indietro i soldi del biglietto. Ma la Fondazione frena

Il “caso Modigliani”, finito anche sul Telegraph, continua a suscitare polemiche a Genova: dopo la conferma, da parte dei periti della procura di Genova, che alcune delle tele esposte a Palazzo Ducale in occasione della mostra dedicata a Modo dello scorso anno sono false, Assoutenti è scesa in campo chiedendo il rimborso dei biglietti per chi l’ha visitata e parlando di potenziale truffa.

«Chi, attraverso il biglietto e i titoli di viaggio, può dimostrare di essere stato a visitare la mostra - ha spiegato il presidente nazionale di Assoutenti, Furio Truzzi - potrà chiedere il risarcimento. Noi ci siamo messi immediatamente a disposizione per raccogliere le segnalazioni e confrontarci con i responsabili”.

«Speriamo di riuscire a trovare una soluzione bonaria con la Fondazione Palazzo Ducale, a sua volta vittima inconsapevole della truffa ma comunque responsabile per il risarcimento dei biglietti - ha proseguito Truzzi - Se questo non sarà possibile, depositeremo in tribunale una class action”. A oggi 20 quadri sono stati riconosciuti come falsi, complice anche il lavoro dei carabinieri del Nucleo Tutela del Patrimonio Culturale, e Palazzo Ducale ha già fatto sapere di ritenere parte “fortemente lesa”. A far deflagrare il caso era stato Carlo Pepi, considerato uno dei massimi esperti di Modigliani, che aveva più volte ribadito anche a Genova Today che almeno 10 dei quadri esposti erano “palesemente falsi”.

«C’è un gruppo che è palesemente falso - aveva detto Pepi lo scorso maggio - e un altro gruppetto che andrebbe visto da vicino per accertarsene, anche se propendo anche in questo caso per il falso. Me ne sono accorto già solo sfogliando il catalogo: in Italia, ma anche all’estero, sono moltissimi i falsi di Modigliani, e la mia missione è diventata quella di portarli allo scoperto».

La mostra era stata chiusa in anticipo lo scorso luglio, e le tele sequestrate in attesa di accertarne l’autenticità. Tre persone sono state indagate con l’accusa di  truffa aggravata, messa in circolazione di false opere d’arte e riciclaggio: si tratta di Rudy Chiappini, curatore della mostra, di Massimo Vitta Zelman, presidente di MondoMostre Skira (che l’ha organizzata), e del collezionista e mercante d’arte Joseph Guttmann, proprietario di alcune delle opere false.

Palazzo Ducale Fondazione per la Cultura, dal canto suo, dopo avere ribadito di considerarsi parte lesa, in seguito alla richiesta di rimborso ha voluto puntualizzare che «tutti gli incassi relativi alla bigliettazione e al bookshop sono stati di competenza di MondoMostre-Skira organizzatore della mostra, cui va rivolta pertanto ogni richiesta di rimborso, e che la consulenza Quattrocchi è appunto una consulenza di parte, e non costituisce prova». 

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«Ciò detto - prosegue il Ducale - la Fondazione è certamente disponibile a ricevere subito i rappresentanti di Assoutenti  per definire, come da loro richiesta, un percorso condiviso che consenta di fornire ai visitatori della mostra le più corrette risposte nella tutela dei loro diritti»

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