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Cronaca Centro / Viale IV Novembre

Dopo la condanna dà di matto: 16enne spacca porte, sedie e tavoli in tribunale

In precedenza aveva devastato la cella del centro di prima accoglienza dove era stato portato dopo un fermo: per bloccarlo sono intervenute quattro volanti della polizia in supporto agli agenti della penitenziaria

Un giovane di 16 anni, originario della Tunisia e fermato lo scorso 8 agosto, ha seminato il panico tra il centro di prima accoglienza di Genova e il tribunale dei minori. Il ragazzo ha prima devastato la cella in cui era stato portato e poi, giovedì 10 agosto, dopo la decisione del giudice di mandarlo nel carcere minorile di Torino, ha tentato di aggredire la cancelliera. Ha strappato l'intero carteggio della sentenza e ha distrutto porte, sedie, tavoli del tribunale, scagliandosi anche contro il personale della polizia penitenziaria, che ha chiamato in supporto la polizia, intervenuta con quattro volanti. 

A denunciare l'episodio è Fabio Pagani, segretario regionale della Uilpa Polizia Penitenziaria: "Il ragazzo - spiega - è stato contenuto e poi arrestato, ringraziamo la polizia di stato per il supporto. Il Cpa, essendo una struttura di prima accoglienza con appena tre poliziotti penitenziari effettivi, si è trovata ad affrontare doppi turni, straordinari e disordini"

"Da qualche tempo - prosegue Pagani -, molte delle problematiche che investono le carceri si ritrovano anche negli istituti penali per minorenni. In particolare, sono in aumento i casi d’aggressione agli operatori, di sommosse. Ciò è evidentemente imputabile - sostiene il segretario della Uilpa - a una serie di fattori che vanno dal sostanziale disinteresse della politica prevalente e dei governi alle vicende penitenziarie a scelte poco oculate. Da tempo ripetiamo che il sistema d’esecuzione penale va ripensato e che vanno riorganizzati e potenziati il dipartimento per la giustizia minorile e di comunità e il dipartimento dell’amministrazione penitenziaria, la cui rispettiva autonomia non può essere messa in discussione, ma in una logica di programmazione e coordinamento. Auspichiamo di poterci presto confrontare con il ministro della giustizia e i sottosegretari delegati per la ricerca di un percorso riformatore e soluzioni concrete che vadano al di là dei proclami".

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