Scatti hard in cambio di una carriera da modella, smantellata rete di pedofili

Arrestato un gruppo di persone che hanno costretto una 16enne genovese a posare per servizi pornografici con la promessa di entrare nel mondo dello spettacolo

Una carriera nel mondo dello spettacolo in cambio di qualche foto “glamour”, diventate poi veri e propri scatti pornografici: questa la promessa con cui una 16enne genovese è stata attirata in una rete di pedofili che si sono occupati non soltanto di diffondere il materiale, ma anche di allestire veri e propri set e organizzare sessioni fotografiche spinte.

Dalle prime ore della mattina, gli agenti della polizia Postale di Genova hanno effettuato una serie di perquisizioni e arresti a Genova e in altre 5 province (Savona, Alessandria, Milano e Roma) , nell’ambito dell’operazione Met-Art (che prende il nome dalla particolare tipologia di scatti per cui la ragazzina ha posato), che ha portato all’arresto di 8 persone di cui 5 detenute in carcere, 2 ai domiciliari e una con obbligo di dimora.

Tutto è iniziato con una richiesta d’aiuto alla polizia Postale da parte dei genitori della 16enne, preoccupati da alcuni atteggiamenti della figlia, che negli ultimi mesi aveva abbandonato la scuola per cercare di sfondare come fotomodella: inizialmente convinti dalle sue parole e da quelle del fotografo con cui erano stati messi in contatto, hanno poi notato uno scambio di messaggi via Facebook dove alla ragazzina veniva chiesto di “inviare foto più spinte” rispetto a quelle già condivise.

Immediate le indagini da parte degli agenti, che hanno portato allo smantellamento di una rete di pedofili formata da persone tra i 20 e i 65 anni che avevano convinto la ragazza a posare per foto “artistiche”, che con il passare del tempo sono diventate vera e propria pornografia. I set erano allestiti in alberghi, appartamenti e studi fotografici di Genova, Roma e Milano, incontri durante i quali la ragazzina era stata anche spinta a bere per “abbassare i freni inibitori”.

Tra le persone finite nel mirino degli inquirenti, fotografi professionisti ed esperti del settore - alcuni indagati in concorso tra di loro - e anche un genovese sessantenne, disoccupato ma con un passato da regista che ha tentato di convincere la 16enne a girare un vero e proprio film a luci rosse: una spirale discendente in cui la ragazza si è vista dapprima spinta a posare per scatti sempre più hard per “crescere”, e poi ricattata con l’ipotesi di diffusione delle foto e dei filmati se si fosse rifiutata di continuare. In cambio, oltre a poche centinaia di euro per le immagini (che seguivano un vero e proprio prezzario), la promessa di diventare una stella.

Le accuse adesso sono di violenza sessuale su minore e creazione e diffusione di materiale pedopornografico.

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