Mercoledì, 22 Settembre 2021
Cronaca

Maxi operazione antidroga, arresti anche a Genova

In tutto gli arresti sono stati 37 in diverse province italiane. Le indagini hanno consentito l'individuazione di svariati gruppi criminali, tutti operanti nel capoluogo lombardo anche se con ramificazioni in altre aree del Paese

Maxi operazione antidroga all'alba di lunedì 12 aprile 2021. In tutto sono 37 le persone arrestate, a vario titolo, per traffico internazionale di droga, aggravato dalla disponibilità di armi. I carabinieri del comando provinciale di Milano hanno portato a termine l'operazione, denominata 'Arhat', frutto di indagini durate anni. Gli arresti sono stati eseguiti a Milano e nelle province di Alessandria, Bergamo, Genova, Monza, Padova, Pavia, Roma, Varese, Vibo Valentia e Vicenza.

I militari hanno dato esecuzione a un’ordinanza di custodia cautelare, emessa dal gip presso il Tribunale meneghino su richiesta della locale Direzione distrettuale antimafia, procuratore aggiunto Alessandra Dolci e sostituto procuratore Gianluca Prisco, a carico di 20 cittadini italiani e 17 di nazionalità straniera. Per 27 di loro si apriranno le porte del carcere mentre per 10 ci saranno gli arresti domiciliari.

Sono ritenuti responsabili - a vario titolo - di associazione finalizzata alla produzione, al traffico e allo spaccio di sostanze stupefacenti, con le aggravanti della transnazionalità e della disponibilità di armi (articoli 74 e 73 DPR 309/90, articoli 1, 2, 4 e 7 L. 895 del 1967). 

Arresti per droga in mezza Italia

L'operazione scaturisce da un'indagine avviata nell'agosto del 2018 dai militari della compagnia carabinieri di Milano Duomo a seguito dall'arresto in flagranza di un cittadino italiano, trovato in possesso di 3,5 chili di sostanza stupefacente (tra cocaina, hashish e marijuana). 

Le indagini hanno consentito l'individuazione di svariati gruppi criminali, tutti operanti nel capoluogo lombardo anche se con ramificazioni in altre aree del Paese, attivi nel traffico e nello spaccio di stupefacenti.

In uno dei "gruppi" ci sono due uomini di origine calabrese che hanno saldi rapporti con vertici ed emissari della 'ndrangheta reggina. I restanti gruppi sono riconducibili a nuclei di origine eritrea e sudamericana, nonché ad alcune cellule, di varia nazionalità o etnia, tra loro indipendenti, che hanno tuttavia evidenziato una spiccata operatività transnazionale.

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