Migranti salvati al largo della Libia, il Viminale: «Potrebbero sbarcare a Genova»

La richiesta da Roma di utilizzare il porto del capoluogo ligure come ultima destinazione del corridoio umanitario aperto dalla Marina Militare al largo delle coste africane. Un centinaio le persone salvate da un gommo in difficoltà

Potrebbero arrivare a Genova i migranti salvati al largo della Libia dalla Marina Militare nei giorni scorsi: il Viminale, stando alle ultime indiscrezioni trapelate, avrebbe indicato quello del capoluogo ligure come porto di sbarco per la nave Cigala Fulgosi, che giovedì ha salvato un centinaio di persone, comprese 17 donne e 23 minori, individuate a bordo di un gommone in difficoltà.

A oggi non è chiaro se e quando la nave arriverebbe a Genova, come confermato dall'ammiraglio Nicola Carlone, direttore marittimo della Capitaneria di Porto di Genova: «Ci sarà sicuramente una riunione a livello delle amministrazioni, io ho fatto questo lavoro in passato e ho con me collaboratori che sono stati a bordo delle navi che hanno operato - ha spiegato in mattinata - Il numero dei migranti salvati è tutto sommato contenuto, stiamo già predisponendo come accoglierla ma dobbiamo aspettare indicazioni ufficiali.

«È una nave della Marina Militare di dimensioni contenute che verrà ormeggiata nella banchina che sceglieremo - ha aggiunto Carlone - Ovviamente, il protocollo per le persone salvate è legato all'aspetto sanitario e dell'identificazione. Tutto il sistema a terra condizionerà le modalità di sbarco, ma tenendo conto del fatto che i numeri sono ridotti non dovrebbero esserci particolari problemi».

Salvini: «Nessuno resterà a Genova»

Il ministro dell'Interno, Matteo Salvini, ha intanto chiarito in mattinata che «la nave della Marina con a bordo un centinaio di immigrati ha avuto indicazione di dirigersi a Genova, ma nessun extracomunitario resterà in Liguria o a carico dei contribuenti italiani». La nave potrebbe arrivare a Genova domenica sera.

Nessuno dei migranti dovrebbe rimanere in Liguria: a Genova avverranno esclusivamente le operazioni di sbarco e identificazione e i congtrolli sanitari.

Come detto, ancora non è chiaro quando la nave dovrebbe avvicinarsi alla costa genovese: per coprire la distanza prevista dovrebbe impiegare circa 36 ore, arrivando potenzialmente in porto domenica sera. Delle operazioni di sbarco si occuperà comunque la Prefettura, così come della gestione dei migranti arrivati su suolo italiani: «Non abbiamo ancora ricevuto comunicazioni ufficiali - confermano dalla Prefettura - Stiamo aspettando indicazioni più precise dal Viminale».

Sul salvataggio, intanto, infuria la polemica anche a livello governativo, con la ministra della Difesa, Elisabetta Trenta, che su Facebook ha chiarito che «non permetto a nessuno di dire che la nostra Marina Militare abbia ignorato il soccorso di persone in pericolo di vita, e lo dico perché oggi qualche quotidiano e una Ong hanno alluso a questo, lasciando intendere che una nave militare italiana non sia intervenuta per salvare un barcone di migranti diretto verso le coste italiane. È del tutto falso e strumentale».

«Quando è arrivato l’allarme ai nostri uomini, la nave italiana si trovava a 80km di distanza, praticamente 2 ore di navigazione dal barcone, localizzato invece in acque di responsabilità libica - ha proseguito Trenta - Si è deciso di inviare dunque, immediatamente, un elicottero, perché quando c’è da salvare vite umane i nostri non si sono mai tirati indietro. Anzi. La vita umana è sacra, ma questo non può voler dire accogliere tutti indiscriminatamente. Arrivato l’elicottero, in poco meno di un’ora, i militari italiani hanno appurato che era già in atto un'operazione di soccorso da parte della guardia costiera libica e hanno offerto tutto il supporto necessario».

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