Giovedì, 13 Maggio 2021
Cronaca Centro / Via XX Settembre

Migranti in via Venti, è polemica. L'assessore Fracassi: «Situazione delicata»

Attesi 25 profughi in un appartamento a due passi dal Mercato Orientale. Scoppia la protesta, ma interpellata da Today l'assessore comunale ai Servizi Sociali ribatte: «Nessun posto va bene, siamo di fronte a un'emergenza»

Un nuovo centro accoglienza per migranti a Genova, per la precisione nel suo cuore pulsante, a pochi passi dal Mercato Orientale, nella centralissima via XX Settembre: questa la decisione della Prefettura, che ha individuato in un appartamento al civico 11 nuovi spazi per far fronte all’emergenza e ospitare 25 profughi. 

L’appartamento sorge quasi a metà della via dello shopping cittadino, a pochi metri dall’ingresso del Mercato Orientale: stanze di proprietà del Demanio che in passato ospitavano la biblioteca universitaria, che nelle ultime settimane hanno visto all’opera il Consorzio Agorà, vincitore dell’appalto per l’assegnazione dei lavori di ristrutturazione. Lo scopo finale è quello di rendere il nuovo centro operativo entro settembre, quando il padiglione C della Fiera, che attualmente ospita i migranti, dovrà essere liberato per iniziare ad allestire il Salone Nautico.

Una promessa che la Prefettura vuole mantenere, e che rende indispensabile l’individuazione di nuovi spazi per accogliere i profughi per far fronte all’emergenza. E che inevitabilmente scatena la polemica, alla luce della scelta di istituire un nuovo centro sulla via più commerciale della città: da una parte l'assessore regionale allo Sviluppo Economico, Edoardo Rixi, che ha voluto «ricordare a Prefettura e Comune che ho firmato un patto d'area per riqualificare l'area di via Venti e preservarne il commercio. Non credo che un centro profughi sia coerente con quanto firmato»; dall'altra Stefano Balleari, vicepresidente del consiglio Comunale, già candidato sindaco per Fratelli d’Italia alle Comunali 2017, l’ha definita «uno schiaffo ai commercianti e a chi si sta impegnando per il rilancio turistico di Genova», puntando il dito contro «un atto deciso alla chetichella, senza interpellare nessuno, neppure i negozianti della zona, che tra mille sacrifici tengono le attività aperte anche per dare un servizio e una vetrina commerciale della città ai tantissimi turisti che quest’anno hanno scelto un soggiorno a Genova per le vacanze, né tanto meno agli esponenti della politica locale». 

«Siamo davanti a una situazione paradossale e inaccettabile – ha proseguito Balleari in una nota firmata anche da Matteo Rosso, capogruppo di Fdi in Regione, aggiungendo l’intenzione di presentare un’interrogazione in consiglio Comunale alla riapertura dei lavori – l’assessore Fracassi continua a parlare di emergenza e di imposizioni dall’alto, ma anziché mettere paletti precisi a quest’accoglienza indiscriminata si continuano a trasferire immigrati ovunque, specie nei luoghi dove maggiori possono essere le conseguenze negative su tessuto commerciale e turistico. Siamo preoccupati per quel che potrà verificarsi al mercato Orientale».

E proprio l’assessore ai Servizi Sociali del Comune di Genova, Emanuela Fracassi, interpellata in proposito ha ammesso che «la situazione è molto delicata: la Prefettura deve far fronte a un’emergenza, cui noi Comuni dobbiamo reagire attraverso un’accoglienza diffusa e distribuita su tutto il territorio della Città Metropolitana, ospitando i migranti in appartamenti da non più di 10 persone. Il 40% dei migranti è ospitato in questo modo - ha spiegato a Genova Today - Ma non sempre si riesce, di certo questa di via Venti non è la risposta ideale, ma la nostra situazione è più difficile rispetto alle grandi città. Capisco che 25 persone possano essere viste con preoccupazione, ma come Comune in accordo con la Prefettura verificheremo che non si creino situazioni problematiche. Mi auguro che questi tipi di accoglienza vengano superati, anche se c’è da dire che non c’è un punto della città ideale: il centro non va bene perché è centro, le periferie non vanno bene perché hanno già i loro problemi, le zone residenziali non vanno bene perché sono residenziali, e neppure i luoghi troppo isolati. C’è una difficoltà oggettiva».

Una situazione critica, che per il Comune andrebbe superata potenziando gli strumenti a disposizione, in primis lo Sprar, il Sistema di Protezione per richiedenti asilo e rifugiati gestito dagli enti locali: «A oggi il Comune di Genova si sta occupando di 280 casi attraverso lo Sprar, che è tutto ciò che al momento riusciamo a fare - ha proseguito l’assessore Fracassi - Mi auguro arriveremo a una gestione non in emergenza, anche con la proposta del ministero di fornire incentivi ai Comuni con lo Sprar. I Comuni devono avere più capacità di regia nei progetti, è necessario andare verso accoglienze diffuse per quote, non soltanto rispetto alle Regioni, ma anche rispetto ai Comuni, affiancando l’accoglienza con vari altri progetti per una maggiore integrazione».

Intanto residenti e commercianti di via XX Settembre si chiedono se la soluzione scelta dalla Prefettura sarà temporanea, o si prolungherà come successo in via Caffaro: «Mi rendo conto che anche la situazione di via Caffaro va risolta. In quel caso la scelta è contestata perché ci sono troppi residenti, diversamente da via XX Settembre. Ma ripeto, mi auguro che presto si arriverà a una gestione che trascende dall’emergenza, più regolare. Ci stiamo lavorando, ma siamo sopraffatti dai numeri».
 

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