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Il Parco di Portofino rinasce con miele e birra

Il progetto "La Portofinese" porta sulle tavole della regione (e non solo) prodotti tipici del territorio, sfruttando i terreni e le coltivazioni abbandonati e riqualificati

Dal recupero delle coltivazioni e dei terreni abbandonati sul monte di Portofino alla creazione di un’azienda di prodotti tipici, che nella tradizione, ma anche nell’innovazione, ha il suo marchio di fabbrica: per il Natale 2016, Rolando Canepa, Carlo Capra e Alberto Garibaldi, soci fondatori della Portofinese, hanno deciso di lanciare sul mercato birra e miele che portano alta la bandiera del Parco di Portofino, sfruttando le sue materie prime, i suoi profumi e i suoi sapori, per creare una linea di prodotti dedicati al territorio.

Avviato sei anni fa su iniziativa di un gruppi di ragazzi di “Santa” e Portofino, che hanno inizialmente preso in gestione il Mulino del Gassetta, il progetto La Portofinese è partito con la manutenzione delle aree verdi all’interno del comprensorio del Parco e, dopo qualche stagione di attenta osservazione e di “pratica sul campo”, si è naturalmente evoluto nel desiderio di rispolverare le tradizioni e sfruttare i terreni abbandonati ormai da anni, valorizzando le eccellenze del territorio.

Il passo successivo è stato quello di individuare i prodotti con cui inaugurare il nuovo business, e la scelta è caduta sul miele e sulla birra: nel primo caso sono state installate 4 arnie nel terreno di Prato, dove le api hanno prodotto circa 40 chilogrammi di miele millefiori; nel secondo, un terreno nella zona della diga è stato riservato alla coltivazione del luppolo, una quarantina di piante che hanno prodotto quasi 10 chilogrammi di fiori trasformati in 4.500 bottiglie di birra.

Produzioni limitate (nel caso del miele, l’obiettivo è arrivare a circa 20 arnie e smielare più volte l’anno differenziando il prodotto con erica e corbezzolo, piante tipiche del territorio) che verranno distribuite localmente, nella Piazzetta di Portofino e al Mulino del Gassetta. E tagliato il traguardo del Natale 2016, si pensa anche a investire sui vigneti e gli uliveti, con il recupero delle coltivazioni e l'ampliamento della produzione a vino e olio.

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