Tragedia a Sturla, futura mamma muore con il figlio in grembo

Michela Pasero, giovane ricercatrice di 31 anni, residente in via Italo D'Eramo, è morta venerdì sera per un arresto cardiocircolatorio. Con lei ha perso la vita anche il piccolo di cinque mesi che portava in grembo

Genova - Una morte è sempre difficile da accettare, ma quando si porta via una ragazza di soli 31 anni in attesa di un bambino lo è ancora di più. Michela Pasero, giovane ricercatrice del Cba di San Martino, non ce l'ha fatta e dopo un arresto cardiocircolatorio è morta ieri, venerdì 3 maggio, al pronto soccorso di San Martino, gettando nella disperazione tutta la famiglia e soprattutto il marito Francesco Avola, con cui fra pochi mesi avrebbe avuto il neonato.

Il dramma si è consumato intorno alle 18 di quel maledetto venerdì 3 maggio. Michela era a casa da sola, nel suo appartamento di via Italo d'Eramo, a Sturla, quando improvvisamente ha iniziato a sentirsi male. La donna ha immediatamente chiamato il marito e i genitori dicendo di sentirsi poco bene. Il padre è stato il primo ad arrivare all'appartamento della figlia, e, non ricevendo alcuna risposta, ha subito allertato il 118.

All'arrivo dei soccorsi è stato necessario sfondare la porta per entrare in casa, al cui interno c'era lei, Michela Pasero, priva di sensi. Per due volte i medici del 118 sono riusciti a riattivare il cuore della ragazza, una volta in casa e una volta sull'ambulanza, ma una volta arrivati al Pronto Soccorso non c'è stato niente da fare. Alle 18.18 Michela non ha più risposto ai tentativi di rianimazione di dottori, anestesista e ginecologo, che in tutti i modi hanno cercato di salvare la trentunenne e il piccolo di 5 mesi che portava in grembo.

Una ragazza seria, sposata con Francesco dal 22 settembre 2012, laureata brillantemente all'Università di Genova come biologa. Da un anno lavorava come ricercatrice nel laboratorio di tecnlogie Rna all'interno del Centro di Biotecnologie Avanzate del San Martino. Proprio in quel San Martino che l'ha visto per l'ultima volta in quel maledetto venerdì 3 maggio.

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