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Mercato del Pesce, si allungano i tempi per il trasloco a Ca' de Pitta

Gli oltre 200 operatori, a oggi ancora attivi (ma con spazi e orari ridotti) a Cavour, dovranno aspettare ancora per occupare i locali degli ex macelli, in Valbisagno: lavori più impegnativi del previsto

Si allungano i tempi per la ripresa a pieno ritmo del mercato del pesce dopo lo “sfratto” dalla storica sede di piazza Cavour e la decisione di spostarlo a Ca’ de Pitta, in Valbisagno, negli spazi degli ex macelli: da settembre, data in cui sono iniziati i lavori per adeguare i locali, a oggi, i passi avanti fatti sono stati meno rispetto al previsto, ed è molto probabile che il termine prefissato inizialmente, e cioè entro ottobre, slitterà di altri 30 giorni, se non addirittura di due mesi, e dunque oltre Natale per evitare di intralciare i grossisti in un periodo fondamentale per l'attività.

«A oggi i maggiori ostacoli sono derivati dalla necessità di smontare l'impianto di macellazione, ancora in buono stato e funzionante, e trovare un acquirente interessato che si facesse anche carico del trasporto - fa sapere l'assessore Comunali ai Lavori Pubblici, Gianni Crivello - Il traslocodeve avvenire in condizioni adeguate rispetto alla destinazione d’uso della struttura. A Ca’ de Pitta è necessario realizzare due piattaforme di carico negli spazi esterni, e quattro varchi come richiesto dagli operatori. Di fatto i lavori potrebbero terminare a ottobre, ma c’è poi il tema legato alla creazione degli spazi di vendita interni, che potrebbe richiedere altro tempo. Di certo c’è che cercheremo di non intralciare le attività dei grossisti sotto Natale, uno dei momenti dell’anno più importanti per il commercio».

Per lunedì è intanto programmato un nuovo sopralluogo dei tecnici del Comune: la speranza è che le operazioni continuino in un clima di collaborazione, sia con la Asl, che dovrà poi emettere i certificati di agibilità, sia con i grossisti, che a Ca’ de Pitta dovrebbero trovare spazi ridotti del 10%, ma in miglior stato, oltre che frigoriferi più ampi, servizi più adeguati tra cui bagni, docce e accesso per disabili, e in generale migliori condizioni di lavoro rispetto a Cavour. 

Il caso “mercato del pesce” era scoppiato lo scorso giugno dopo una perizia firmata da Asl e Vigili del Fuoco in cui venivano evidenziate falle nella struttura di piazza Cavour, riguardanti in particolare l’impianto elettrico e i refrigeratori e il soffitto. Il sindaco Marco Doria aveva poi firmato un’ordinanza in cui ne disponeva la chiusura temporanea e il conseguente trasferimento a Ca’ de Pitta. Era quindi iniziato un braccio di ferro con gli oltre 200 operatori, di fatto senza sede in cui operare e impossibilitati a spostarsi nei locali della Valbisagno perché non adeguati alle loro esigenze.

Dopo manifestazioni e incontri in Comune, e diversi sopralluoghi effettuati a Ca’ de Pitta, il 25 luglio era arrivata una soluzione provvisoria: Cavour sarebbe stata riaperta per lasciare ai grossisti una sede in cui lavorare, pur con orari e spazi ridotti, mentre in Valbisagno sarebbero partiti i lavori di adeguamento che avrebbero dovuto concludersi a settembre e accogliere in maniera adeguata gli operatori. Una scadenza a oggi non rispettata, complice la necessità di ripensare l’area in precedenza occupata dai macelli in modo da consentire ai grossi camion di scaricare quotidianamente la merce per i grossisti e fare spazio ai nuovi ospiti.

Nel frattempo, i grossisti possono continuare a lavorare a Cavour, grazie alla proroga stipulata proprio a luglio della durata di circa tre mesi. Al momento l’ipotesi più probabile, vista anche la mole di lavori programmati, è che Ca’ de Pitta diventi non una sede temporanea sino a quando Cavour non verrà messo in sicurezza, ma quella definitiva.

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