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Mercato del pesce, martedì uno "stress test" a Ca' de Pitta

Fissata per la prossima settimana una "prova sul campo" con cui il Comune vuole indivudare possibili soluzioni ai problemi sollevati dagli operatori. Che continuano a minaccire sciopero

Da una parte il Comune, che assicura «passi avanti verso la piena operatività», dall’altra i grossisti e dettaglianti, che continuano a puntare i piedi contro una soluzione ritenuta inadeguata ad accoglierli, e soprattutto a farli lavorare a pieno ritmo. In mezzo il neonato mercato del pesce a Ca’ de Pitta, in Valbisagno, che in questi giorni resta aperto, persino con orario anticipato alla 3.30, ma vuoto. Con conseguenze dirette sulla vendita del pesce fresco in città, che in questa settimana ha inevitabilmente subito una battuta d’arresto.

Per uscire dalla situazione di stallo, e convincere gli operatori che hanno annunciato sciopero a oltranza a partire da lunedì se le loro richieste non verranno ascoltate, Tursi ha convocato una nuova riunione con i rappresentanti di grossisti e dettaglianti, cui hanno preso parte anche l’assessore comunale allo Sviluppo Economico, Emanuele Piazza, al termine del quale si è stabilito di fissare per martedì prossimo alle 15 una prova di funzionamento, «per verificare la linea operatività della nuova struttura del mercato ittico all’ingrosso nel complesso  di Ca’ de Pitta, in considerazione dei rilievi posti dagli operatori in ordine alla funzionalità». 

Uno “stress test”, insomma, per capire che cosa esattamente non abbia funzionato martedì scorso, quando decine di furgoni sono rimasti incolonnati lungo via Adamoli, e i dettaglianti alla fine hanno deciso di disertare la nuova sede e tenere chiuso per protestare un particolare contro i parcheggi insufficienti e le difficoltà ad accedere alla struttura dalla sola entrata di via Adamoli. E in attesa di confrontarsi sul campo con gli operatori, il Comune snocciola i dati relativi alla rinnovata sede di Ca’ de Pitta, puntando sul confronto con quella storica di piazza Cavour

«C’è stato un aumento del 43% delle aree interne comprensive dei terrazzi di accosto, carico e scarico - fanno sapere da Tursi - Un totale di superficie nella nuova struttura, compresa l’esterna, di circa 5mila metri quadrati, totalmente dedicati al mercato (si tenga conto che in piazza Cavour alcune attività si svolgevano in modo improprio su viabilità pubblica); un numero di parcheggi per veicoli commerciali che passa da circa 50 - compresi i posteggi non direttamente dedicati in orario diurno, in piazza Cavour e in corso Maurizio Quadrio - a 65 già individuati nell’area mercatale per i dettaglianti e a 30 per i grossisti, con una proposta di implementazione fino ad oltre 100. A questi vanno aggiunti altri 40 posti in piazzali di sosta dedicati in aree adiacenti».

Ciò che preme all’amministrazione, però, è sottolineare che la soluzione della Valbisagno arriva dopo «nove riunioni della Commissione di Mercato all’Ingrosso Ittico di Genova presso la Camera di Commercio dal febbraio 2016 ad oggi - sottolineano ancora da Tursi - Il percorso è stato tutt’altro che conflittuale: nessun diktat per il trasferimento, ma soltanto la ferma volontà di salvaguardare, dopo anni di buone intenzioni e di parole, i lavoratori e i cittadini che utilizzavano la vecchia sede del mercato all’ingrosso. La struttura di piazza Cavour, in funzione da circa 80 anni, non era più in grado di ospitare le attività di un mercato non soltanto moderno, ma dotato dei minimi standard di sicurezza e di igiene».

Sulla carta, insomma, il complesso che in passato ospitava gli ex macelli sembrerebbe avere tutte le carte in regola per accogliere il nuovo mercato del pesce, ma per gli operatori non sono state fatte abbastanza prove sul campo per stabilire il trasferimento definitivo da Cavour. In particolare, resta il problema dell’unico accesso da via Adamoli, con new jersey a bloccare quello di piazzale Bligny, area a oggi riservata al mercato delle carni, che il Consorzio di Ca’ de Pitta ha già chiarito non potrà essere attraversata dai furgoni degli operatori del pesce.

A oggi la situazione resta in stallo: oltre a incontrare l’assessore Piazza, ieri i rappresentanti di grossisti e dettaglianti hanno incontrato anche il governatore Giovanni Toti, l’assessore regionale allo Sviluppo Economico, Edoardo Rixi, e il collega alla Pesca, Stefano Mai, da cui è arrivata la promessa di «lavorare per individuare le forme e i contenuti di ogni possibile azione utile al superamento del momento di crisi che sta vivendo un settore strategico del commercio all'ingrosso della Liguria». La possibile soluzione potrebbe arrivare martedì, al termine dello “stress test”. In caso contrario, lo sciopero resta confermato.

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