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Mercato del Pesce: ancora 30 giorni a Cavour, poi Ca' de Pitta. Con il sogno di tornare

Doria e Piazza difendono la decisione di chiudere la sede dello storico mercato per ragioni di sicurezza, confermate dalla Asl con un nuovo sopralluogo che limita la soluzione tampone dell'apertura ridotta a un mese

Dopo la protesta di ieri da parte degli operatori e l’incontro con il sindaco a Tursi, la vertenza sul futuro del mercato del pesce di piazza Cavour è approdata in consiglio Comunale con una serie di interrogazioni presentate da numerosi consiglieri decisi a capire, proprio come commercianti e grossisti, qual è la soluzione cui l’amministrazione ha pensato per risolvere il problema dello “sfratto” a sorpresa dalla loro sede storica, disposto per ragioni di sicurezza.

A oggi la situazione è delicata: dopo il provvedimento di chiusura adottato sabato, ieri la giunta ha siglato un’ordinanza che lo modifica consentendo ai soli grossisti di accedere a un’area del mercato delimitata dai Vigili del Fuoco (soltanto la parte superiore) e per un orario limitato che va dalle 4 alle 7 del mattino. Una soluzione tampone, che potrà durare esclusivamente per 30 giorni, come stabilito dalla Asl dopo un altro sopralluogo effettuato proprio oggi: «Siamo sicuramente in fase d’emergenza, e mi assumo tutte le responsabilità politiche delle decisioni prese, ma le relazioni tecniche di Vigili del Fuoco e Asl che ho ricevuto lo scorso 10 giugno mettevano in luce una lunga serie di criticità, legate all’impianto di refrigerazione ed elettrico - ha spiegato il sindaco Marco Doria - Siamo in costante contatto con gli operatori, che si sono riuniti in un consorzio e detti disponibili ad affrontare i costi della riqualificazione dell’edificio, ma siamo anche legati ai vincoli della Sovrintendenza per un edifico che risale a prima della Seconda Guerra Mondiale» .

Al termine dei 30 giorni concessi dall’Asl, dunque, grossisti e venditori al dettaglio dovranno trasferirsi necessariamente nello spazio ricavato a Ca’ de Pitta, in Valbisagno, che già ospita il mercato della carne e che dovrebbe essere pronto in non più di «tre settimane», come ha assicurato l’assessore allo Sviluppo economico, Emanuele Piazza. Nel frattempo la speranza è quella di arrivare a un accordo con gli operatori, che nell’ottobre del 2015 si sono riuniti nella Rete Operatori Mercato Ittico, con atto costitutivo firmato dal notaio, con cui si impegnavano a proporre al Comune idee e progetti di riqualificazione dell’attuale struttura di piazza Cavour: «Nelle intenzioni del consorzio, con cui la giunta si è sempre trovata d’accordo ancora prima che venisse costituito, la riqualificazione dovrebbe contemplare non soltanto un ammodernamento e un riassetto edilizio dell’edificio, ma anche la valorizzazione dei prodotti, in modo da trasformarlo in un polo comprensivo di ristorazione e promozione del mercato ittico».

Un progetto che contribuirebbe a rilanciare l'intera area del Porto Antico, che nel 2015 ha ospitato Slow Fish, e di cui il consorzio si accollerebbe interamente i costi, a patto di ottenere i permessi e le concessioni. L’idea di tornare a Cavour, insomma, sembra esserci da entrambe le parti, dopo avere preso in considerazione alternative come Bolzaneto, «più pratica dal punto di vista del carico e scarico merci, e meno congestionata dal punto di vista del traffico», come ha sottolineato il sindaco Doria, e la nuova darsena di Sampierdarena.

Fondamentale dunque capire se le intenzioni sono ancora allineate, obiettivo su cui sembra volersi concentrare la giunta nei prossimi 30 giorni. Ancora non è dato sapere quanto tempo il mercato dovrà rimanere a Ca’ de Pitta, al momento l’unico spazio in grado di accoglierlo, né quanto durebbero i lavori nel caso in cui il progetto di restyling di Cavour dovesse andare in porto. E anche se il sindaco ha sottolineato che «l’allestimento degli spazi di emergenza in Ca’ de Pitta è stato concordato con gli operatori», sono in tanti a puntare il dito contro la tempistica - proprio all’inizio della stagione più fruttuosa per il mercato ittico - e la gestione di un problema che si trascina, e di cui si era a conoscenza, da anni.

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