Mercato del Carmine, a un mese dalla chiusura i residenti insorgono: «Dateci risposte»

Gli abitanti del quartiere chiedono aggiornamenti sul futuro della struttura inaugurata nel 2013 per diventare un luogo di aggregazione e riqualificazione: il 2 febbraio assemblea pubblica

A un mese dalla chiusura del Mercato del Carmine, ancora poco o nulla si sa sul futuro della struttura inaugurata nel 2013 per diventare un luogo di aggregazione per il quartiere, oltre che un polo di attrazione turistica. Un’incertezza che per i residenti si fa sempre più preoccupante ogni giorno che passa, e che li ha spinti a chiedere ufficialmente a Municipio e Comune chiarimenti su ciò che l’amministrazione ha in programma per la grande struttura di vetro e metallo gestita affidata al consorzio di Gian Battista Costa e Adriano Anselmi, che nel 2012 ha vinto il bando per la gestione.

«Desideriamo essere informati sui motivi dell’attuale chiusura del Mercato, e quindi di tempistiche e sviluppi di eventuali progetti in cantiere - chiedono i membri dell’associazione Carmine - Cittadini in Movimento, nata proprio per contribuire alla riqualificazione della zona - Chiediamo altresì se questo spazio potrà diventare finalmente punto di riferimento per il quartiere e per la città, e quindi non con scopi meramente commerciali e turistici, ma anche contenitore di progetti e laboratori per “una nuova realtà ricca di spunti d’incontro”, come il bando chiedeva».

Le richieste dell’associazione sono state inserite in una lettera aperta inviata alle autorità, e verranno discusse nel corso di un’assemblea aperta fissata per il 2 febbraio alle 10 nell’abbazia di San  Bernardino: «Ci chiediamo se il Comune abbia pensato anche ad attivarsi con delle politiche promozionali o, più semplicemente, ad intervenire su quelle che sono le vie d’accesso dal centro storico, attualmente decisamente poco invitanti nella loro manutenzione, illuminazione, e nel parcheggio selvaggio quotidiano, e ancora, se sarà previsto un piano di cartellonistica, necessario ad indicare l’esistenza di questo particolare angolo di Genova, e quindi del suo Mercato», proseguono i residenti del Carmine, ritornando su temi che lo stesso presidente del Municipio Centro Est, Andrea Carratù, aveva già menzionato all’indomani dalla chiusura.

«Attualmente l’amministrazione è in fase di accordo con i gestori del consorzio, ci sono progetti da valutare e l’assessore al Commercio, Paola Bordilli, sta incontrando i gestori stessi - conferma Carratù - L’intenzione del Municipio e del Comune è sicuramente quella di portare avanti il progetto: come Municipio avevamo già proposto una soluzione alternativa, nel caso in cui non si arrivasse ad accordi con il consorzio, per realizzare un polo regionale all’interno del Mercato aiutando così eventuali gestori a portare avanti il progetto di ristorazione. Dal canto nostro avremmo investito in segnaletica e promozione. Il consorzio ha presentato il suo progetto: il loro bando scade nel 2023, per cui il Comune sta discutendo per arrivare a una soluzione condivisa, sempre con la volontà di tenere assolutamente aperto il mercato».

La chiusura del Mercato, ricordiamo, era avvenuta a fine 2018, legata alla decisione della cooperativa Ecologyamo, che aveva  in gestione il ristorante, di sfilarsi e non rinnovare il contratto a causa dei costi troppo alti. I banchi del mercato già tempo prima (quando già si vociferava di crisi) avevano dovuto alzare bandiera bianca per quanto riguarda la vendita al dettaglio.

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