Via Turati, Tursi si spacca su corso Quadrio e il Pd insorge: «Non temiamo le elezioni»

Clima sempre più teso in Comune durante la commissione straordinaria convocata per valutare l'ipotesi di spostare il mercatino abusivo sotto le mura della Marina: maggioranza a rischio

Si fa sempre più tesa l’atmosfera a Tursi, dove questa mattina si è nuovamente riunita la commissione straordinaria incaricata di valutare la proposta avanzata dalla giunta di trasferire temporaneamente il tanto contestato mercatino abusivo di via Turati in corso Quadrio.

Nel corso della mattinata nella Sala Rossa di Palazzo Tursi si sono alternate le voci dei consiglieri, che hanno fatto fronte compatto contro l’ipotesi illustrata ieri dall’assessore alle Politiche Sociali, Emanuela Fracassi, secondo cui dalle 9 alle 13 l’area di corso Quadrio potrebbe rimanere a disposizione degli ambulanti, che a partire dalle 14 dovrebbero lasciare spazio ai parcheggi: una proposta duramente contestata già ieri dai residenti e dalle associazioni della zona, tra cui il Civ Sarzano, che si sono scagliati contro la giunta dichiarando di essere pronti a occupare l’area a oltranza, e che oggi si è scontrata contro i pareri dei consiglieri, in primis quelli del Pd, che hanno ribadito la loro contrarietà mettendo di fatto a rischio la maggioranza.

A poco son servite le spiegazioni del sindaco Marco Doria, che ha fatto il suo ingresso nel bel mezzo delle audizioni chiedendo di poter prendere la parola: da Gioia (Udc) a Lilli Lauro (Forza Italia) passando per Lodi e Pandolfo (Pd) il no è stato secco, come dimostrano anche le parole di Simone Farello, capogruppo del Partito Democratico a Tursi, che ha chiarito che «questa non è una soluzione, e non abbiamo paura di far cadere la giunta e andare a elezioni, non importa se il mio partito sta perdendo in molte città».

Da parte del sindaco, l’elencazione delle ragioni a sostegno dello spostamento: «Gli obiettivi sono 4: liberare e riqualificare l’area di Turati, Caricamento e Raibetta, perché la situazione non più accettabile né sostenibile; dare delle regole, ed essere in condizioni di poter esercitare, d’intesa con le forze dell'ordine, un’efficace repressione di fenomeni di carattere penale, dallo spaccio alla ricettazione; affrontare gli aspetti sociali di un fenomeno che non scomparirà: dobbiamo essere consapevoli che queste persone, che non sono tutti criminali, sono nella nostra città, nella nostra società, e io non accetto di far scomparire le persone che non commettono reati nella mia società, né con le ruspe né con le forze dell’ordine. Il quarto obiettivo riguarda i tempi: bisogna intervenire, e farlo in fretta, perché ce lo chiedono tutti».

Le uniche critiche che è disposto ad accettare, ha proseguito Doria, riguardano proprio le tempistiche: «Il percorso non l’abbiamo iniziato adesso, ma di sicuro è partito tardi, soprattutto perché sono anni che questo problema c’è. Noi abbiamo agito di concerto con il Comitato per la Sicurezza e l’Ordine pubblico, di cui fanno parte i rappresentanti delle forze dell’ordine, la questura e la prefettura, e abbiamo individuato una soluzione condivisa».

Per il sindaco e la giunta, i punti di forza della proposta riguardano le caratteristiche dell’area: lontana da abitazioni, esercizi commerciali e flussi turistici, può essere circoscritta e sorvegliata dall’alto. A svolgere azioni di mediazione culturale e a sorvegliare sarà la Federazione regionale Solidarietà e Lavoro con la collaborazione di un comitato di garanzia formato da associazioni tra cui Auxilium, Caritas, Comunità di San Benedetto, Arci, Emmaus e Cesto. La discussione ora si sposta in consiglio, dove i rappresentati di maggioranza e minoranza presenteranno le loro mozioni.

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