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Via Turati, Tursi combatte gli abusivi con il mercato regolare

Il Comune scende in campo per contrastare l'abusivismo nella zona del Porto Antico concedendo lo spazio tra piazza Raibetta e via della Mercanzia agli ambulanti dotati di licenza

Banchetti regolari per combattere il mercatino abusivo di via Turati, negli ultimi mesi al centro di furiose polemiche: il Comune di Genova, raccogliendo l’appello del cardinale Angelo Bagnasco, che ieri aveva invitato l’amministrazione comunale a «trovare una soluzione rapida e dignitosa», ha firmato un accordo con gli ambulanti dotati di regolare licenza che dalla settimana prossima avranno i loro banchi nella zona tra piazza Raibetta e via della Mercanzia.

Una delibera proposta dall’assessore allo Sviluppo Economico, Emanuele Piazza, e da quello alle Politiche Sociali, Emanuela Fracassi, con cui l’amministrazione spera di dare un giro di vite attraverso la legalità a un fenomeno che negli ultimi tempi ha assunto proporzioni preoccupanti e che è diventato un vero e proprio problema di ordine pubblico su cui, oltre a Bagnasco, sono intervenuti anche il leader della Lega Nord Matteo Salvini e il nuovo presidente della Regione, Giovanni Toti, accusando proprio Tursi di negligenza.

I nuovi banchetti incominceranno a spuntare nell’area vicina all’ingresso della metropolitana, quotidianamente invasa dalle lenzuola su cui gli abusivi mettono in mostra la loro merce, già a partire dall’inizio della settimana prossima, in modo da rendere a tutti gli effetti operativo il mercato regolare entro e non oltre il 15 giugno. Un’operazione per cui il sindaco Marco Doria, che ieri sera ha presentato il piano al prefetto Fiamma Spena, ha chiesto proprio la collaborazione della Prefettura per garantire un minimo di controllo costante da parte delle forze dell’ordine.

Sul mercatino abusivo, intanto, prosegue l’inchiesta aperta dalla Procura di Genova inseguito alla rissa dello scorso 3 giugno, durante la quale un uomo è stato ferito alla testa e  una decina di immigrati hanno messo sotto assedio un bar di Sottoripa dove si era rifugiato l’assalitore. Al momento sono tre le persone finite nel mirino degli inquirenti, che hanno allargato le maglie dell’inchiesta raccogliendo le testimonianze dei residenti della zona e di chi era presente al momento dei fatti.

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