Mercoledì, 27 Ottobre 2021
Cronaca

Pasto da casa, protesta per il tavolo “emarginato” in mensa

Succede alla primaria Sacro Cuore di Quarto, dove nel corso dell’open day ai genitori è stata mostrata la mensa e il tavolino riservato ai bambini che consumano il panino portato da casa, isolato virtualmente con nastro adesivo

Un nastro adesivo giallo e nero che ricorda le scene del crimine per delimitare l’area in cui è stato posizionato il tavolo riservato ai bambini che si portano il pasto da casa.

Succede, stando a quanto denunciato dalla Rete Commissioni Mensa, nella scuola primaria Sacro Cuore di Quarto, che nei giorni scorsi ha accolto diversi genitori in occasione dei cosiddetti “Open Day” finalizzati a mostrare alle famiglie le diverse scuole della città.

Uno dei genitori ha evidentemente scattato una foto dell’allestimento e l’ha inviata alla Rete Commissioni Mensa, nata per vigilare proprio sui servizi mensa raccogliendo i “genitori-commissari” che volontariamente si offrono di controllare come vengano gestiti negli istituti. Da lì è stata diffusa, con la condanna da parte dei membri verso una scelta considerata divisiva e «ghettizzante. In altre scuole non vengono posti nastri o fili spinati di sorta, in altri Comuni i bambini col pasto da casa siedono mescolati agli altri. Si tratta diana pura scelta di ritorsione e dissuasione - ha scritto Sabina Calogero della Rete - operata con crudeltà sulla pelle dei bambini e certamente non spinta da interessi educativi o dei minori».

Il riferimento è ovviamente alla ormai lunga diatriba sulla possibilità, da parte degli alunni, di consumare il pasto portato da casa rinunciando al servizio mensa. Pur essendo stata stabilita con una sentenza del Consiglio di Stato, in molte scuole e istituti i presidi e i direttori tendono a incentivare l’utilizzo della mensa anche per una questione sociale, e in certi casi denunciati in passato si è arrivati a disincentivare in maniera esplicita il panino da casa.

«La Rete esprime la sua solidarietà e indignazione alla/e famiglia/e che solo ora e attraverso questa foto, che abbiamo appena ricevuto, scoprono quale odiosa forma di ghettizzazione è stata riservata quest'anno ai loro figli», conclude la Rete Commissioni Mensa.

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