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Maturità 2016, gli studenti genovesi in aula per la prima prova tra Eco e il rapporto padri-figli

Anche nel capoluogo ligure mercoledì è stato il giorno del fischio d'inizio degli esami: tra visi sorridenti ed espressioni corrucciate, siamo andati a raccogliere le prime impressioni all'uscita dei licei

C’è chi sorride sollevato perché «almeno una è andata», chi sfoggia un’espressione corrucciata e preoccupata perché «poteva andare meglio», e chi con la mente è già a domani, pronto a rimettersi all’opera per finire al più presto gli esami e incominciare finalmente l’estate: al via questa mattina anche a Genova la sessione di maturità 2016, con migliaia di giovani genovesi che si sono riversati nelle aule per la prima prova, quella d’Italiano, che dà il via al tour de force.

Tante e variegate le tracce svelate ai nastri di partenza con l’apertura dei cosiddetti “plichi telematici”, dall’analisi del testo su Umberto Eco al suffragio universale, passando per l’economia con il Pil, il “valore del paesaggio” e “l’uomo e l’avventura nello spazio”, arrivando sino al rapporto tra padri e figli nell’arte e nella letteratura del ‘900. E proprio quest’ultima traccia, il saggio breve, è stata una delle scelte preferite dagli studenti: all’uscita del liceo classico Colombo, in via Bellucci, intorno alle 13.30 escono alla spicciolata alcuni ragazzi che ci confermano di avere scelto proprio quello, perché «era più nelle mie corde rispetto agli altri, sono andata un po’ per esclusione. Non so come sia andato, spero bene, ma quella che mi preoccupa di più è la terza prova: è sempre un terno al lotto», spiega Agnese, 19 anni, l’adrenalina ancora in circolo dopo oltre 5 ore passate china sul banco. Stessa scelta per la coetanea Giorgia, “abbastanza soddisfatta”, ma già con il pensiero a domani: «La versione di greco mi spaventa parecchio». Andrea, 18 anni e gli occhiali da sole a nascondere lo sguardo stanco, ha invece scelto il tema storico, i 70 anni dal voto alle donne, «piuttosto di attualità, così come quello sul concetto di confini. Eco invece me lo aspettavo di meno».

Maturità 2016, i temi della prima prova

Spostandosi di qualche chilometro, in via Diaz, all’uscita dal liceo classico D'Oria qualche mamma ansiosa aspetta l’uscita del figlio sperando in un sorriso e in qualche rassicurazione sull’esito della prova. C’è chi è di fretta, e vocabolario alla mano non vede l’ora di arrivare a casa per rimettersi a studiare come Margherita, che si dice «per niente contenta. Ho scelto il saggio breve sul rapporto padri-figli, ma non sono soddisfatta. Lo scoglio più grande da superare? La terza prova». Anche Isabella, 18 anni, ha scelto lo stesso, ma è più rilassata: «Ho fatto tutto quello che potevo, e il saggio breve era più nelle mie corde». Mosca bianca Eugenio, 17 anni, che ha preferito il saggio breve a tema economico sul Pil: «Ma non ho parlato propriamente di Pil, l’ho presa più filosofica. Ho voluto mettere in evidenza il fatto che non è l’economia che può definire una nazione, e ho parlato anche dell’italia: spero di non essere andato fuori tema».

Al liceo linguistico Deledda, in via Bertani, già alle 12.30 c’era un gruppetto di studenti che si scambiavano riflessioni ed emozioni: sorridenti, sollevati per essersi lasciati alle spalle la prima prova, hanno fatto scelte variegate, da chi ha optato per la prova sui confini, «un tema storico e sociale che merita diverse considerazioni, soprattutto in questo momento storico», come Laura, 19 anni, a chi ha scelto la scienza con il tema sull’uomo nello spazio, come Riccardo, 19 anni: «Mi piace molto l’argomento, e l’ho affrontato in una chiave un po’ più filosofica». Il verdetto unanime è parziale soddisfazione, ma «si poteva forse fare di più».

Una sfilata di volti giovanissimi, più o meno sorridenti, dunque, per una giornata che rimarrà indelebile nelle menti di migliaia di studenti, e che segna una svolta nelle loro vite. Anche se, tra la stanchezza per l’insonnia da “notte prima degli esami” e l’ansia per le sfide che ancora li attendono, in molti al futuro ancora non pensano, ma solo a mettere una volta per tutte i libri nel cassetto e godersi le meritate vacanze.

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