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Maturità 2015, Tacito non spaventa il D'Oria: «Ci aspettavamo peggio»

Dopo il panico iniziale per l'uscita dello storico romano, gli studenti del liceo classico genovese non si sono persi d'animo e hanno affrontato la versione con ottimismo. Adesso un weekend di studio in vista della terza prova

Stanchi, provati dalle 4 lunghe ore trascorse chini sulla versione di un mostro sacro, che tutti temevano sarebbe arrivato a portare scompiglio nella seconda prova della maturità: gli studenti del liceo classico D'Oria escono dal portone poco dopo le 12.30, dopo una mattinata passata ad analizzare "Ultimi giorni di Tiberio", tratto dal libro VI, paragrafo 50 degli “Annales” di Tacito (qui la traduzione).

Un’eventualità, quella che uscisse Tacito, che gli studenti temevano particolarmente, ma cui erano preparati, tenendo conto del fatto che l’ultima volta che si era presentato un suo testo risale al 2005. Nonostante le paure, la maggior parte dei maturandi del D'Oria sembrano però soddisfatti: «Pensavo peggio, alla fine non trovo tutte queste grandi differenze rispetto ad altri autori,  spiega Federico Balleari, uno dei primi a varcare la soglia del liceo per lasciarsi alle spalle la seconda prova. Stanco, ma tutto sommato soddisfatto, è seguito a ruota da Chiara Molinari e Martina Miglio, anche loro provate dalle lunghe ore trascorse a sudare sul dizionario e già pronte a rimettersi sui libri in vista della terza prova, fissata per lunedì: «Tacito ci ha messo un po’ in crisi, non ce l’aspettavamo proprio. Ormai è andata, vedremo che succede», sorride Chiara, mentre Martina sottolinea che «in classe abbiamo fatto versioni più difficili, mi aspettavo di peggio».

Lo spauracchio di Tacito, insomma, sembra non avere mietuto tante vittime quando inizialmente si pensava: «All’inizio, quando l’hanno annunciato, si è scatenato il panico, ma alla fine è andata meglio di quanto pensassi - conferma Valeria Giulini quando esce sorridente e leggermente frastornata dal portone - pensavo puntassero sull’immigrazione, invece hanno scelto un tema prettamente storico». Meno ottimista Teresa Stefanizzi: «Il latino non è il mio forte. Com’è andata? Non saprei proprio, non posso che sperare in bene», mentre Piera Seronello e Silvia Ottaviani alle sue spalle commentano la prova: «Noi un po’ ce l’aspettavamo, e alla fine non era poi così difficile». Sorridono, perché la prova più temuta è ormai alle spalle e davanti hanno un intero weekend per raccogliere le idee e le forze in vista della terza, quella di lunedì: «Una materia la giorno, si studia e basta». Anche Michele Troina si prepara a un fine settimana all’insegna dello studio, perché «la versione è andata abbastanza bene, anche se speravamo in Seneca. Adesso mi metto sui liberi, da oggi sino a domenica a mezzanotte».

Sorrisi, risate liberatorie, qualche muso lungo sui visi di chi teme che «non sia andata affatto bene, vediamo che succedeUna materia la giorno, si studia e basta», come spiega Ilaria Lucchino, che qualche istante dopo recupera il buonumore lasciandosi alle spalle l’istituto e la tensione. C’è poi chi si rimprovera un po’ troppo panico, come Ester Gherzi, che pur sollevata per avere portato a termine la versione ammette di essere andata un po’ in confusione: «All’inizio non mi sono spaventata sentendo Tacito, ma dopo mi sono fatta prendere un po’ dall’ansia. Poteva andare meglio». Ma ormai “alea iacta est”, e non resta che prepararsi alla prossima prova, rinunciando al mare per l’ennesimo weekend in attesa di conquistare finalmente la tanto ambita maturità.

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