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Prostituzione cinese: sequestrati due centri massaggi e due appartamenti

Centri massaggi usati come copertura per far prostituire ragazze. Ma anche appartamenti. La polizia ha fermato sei persone nell'ambito dell'operazione Dragone volta al contrasto della prostituzione di matrice cinese. Le indagini da alcuni annunci hot

Genova - Due fermi di indiziato di delitto e quattro persone cinesi indagate in stato di libertà, tutte responsabili, a vario titolo, dei delitti di favoreggiamento, sfruttamento e agevolazione della prostituzione e dell’immigrazione clandestina di donne cinesi. Questo il bilancio dell'operazione Dragone conclusasi con un blitz all'alba di oggi, mercoledì 4 luglio 2012, che ha portato al sequestro di due centri massaggi e altrattanti appartamenti in cui, previo pagamento di una somma di denaro, era possibile ottenere prestazioni sessuali da giovani donne cinesi

L'azione info-investigativa mirata al contrasto della criminalità di matrice cinese ha preso il via a marzo 2012. Le indagini sono partite dall’analisi di una serie di annunci comparsi su siti internet e sui quotidiani locali che segnalavano la presenza di ragazze orientali nella zona del ponente cittadino.

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Denunciati anche all’autorità giudiziaria due cittadini italiani proprietari degli appartamenti sequestrati sui cui contratti di affitto sono in corso accertamenti. Arrestate anche due persone ritenute responsabili, in concorso, di possesso e uso di carte di credito clonate, utilizzate nel vano tentativo di effettuare transazioni finanziarie presso alcuni negozi ubicati nel centro cittadino.

Parallelamente alle attività investigative sono stati effettuati capillari controlli amministrativi degli esercizi commerciali gestiti da cinesi, dediti prevalentemente alla ristorazione, alla somministrazione di bevande e alimenti e alla vendita di prodotti per la casa e di abbigliamento, senza che emergessero situazioni di particolare illegalità.

Le verifiche effettuate dall’Ufficio Immigrazione della Questura hanno consentito di accertare la presenza in provincia di poco più di 2000 persone provenienti dalla Cina, regolarmente residenti e munite di regolare permesso di soggiorno mentre pressoché irrilevante è il dato relativo alle espulsioni nel corso dell’anno 2011, due in tutto. Dato che induce a ritenere statisticamente non significativa l’incidenza, nella comunità, dell'immigrazione clandestina.

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