Mascherine e gel venduti a prezzi esorbitanti, scattano denunce e sequestri

I militari della Guardia di Finanza hanno controllato 60 tra produttori, farmacie, parafarmacie e ditte individuali, scoprendo ricarichi sino all'800%

Mascherine vendute a prezzi esorbitanti, superiori anche del 600% rispetto al prezzo di costo, non solo da privati che vogliono speculare, ma dalle stesse farmacie: anche a Genova la Guardia di Finanza ha potenziato i controlli sulla vendita di beni che sino a qualche mese fa erano di nicchia, e che adesso sono diventati preziosissimi. E cioè mascherine, che siano quelle chirurgiche o le ormai note ffp2 e ffp3, e gel igienizzante.

I finanzieri del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Genova, coordinati dal colonnello Maurizio Cintura, hanno controllato oltre 60 tra farmacie e parafarmacie, produttori e privati, andando dritti alle fatture: obiettivo, verificare l’effettivo ricarico applicato sulle protezioni.

«Abbiamo effettuato circa 60 controlli, e abbiamo individuato 5 irregolarità - spiega il colonnello Cintura a Genova Today - In un caso si è trattato di un privato che ha acquistato uno stock di mascherine in Cina e le vendeva pubblicizzandole sui social network a prezzi superiori anche all’800% rispetto al prezzo di costo».

Nel mirino sono finite anche una ditta individuale che prima produceva altro, e che si è ritrovata a commercializzare mascherine gonfiando i prezzi, e poi una farmacia e due parafarmacie: in questi casi, mascherine e gel igienizzanti venivano venduti a prezzi altissimi, arrivando sino a 9 euro per una mascherina chirurgica monouso e a 15 per le ffp2.

«Il prezzo medio, e corretto, di una chirurgica è di massimo 2 euro al pezzo. Per le ffp2 non dovrebbe superare i 15 - conferma Cintura - Ovviamente nella stragrande maggioranza dei casi non dipende dal farmacista, ma dal produttore: se il produttore vende a prezzo di costo gonfiato, il farmacista sarà costretto a comportarsi di conseguenza. In quei casi andiamo direttamente dal produttore».

Ci sono però stati anche casi in cui la farmacia ha venduto scorte acquistate in tempi precedenti all’emergenza, e ha applicato lo stesso un prezzo maggiorato: «Le fatture servono a quello, a vedere quando le protezioni sono state acquistate e quanto sono state pagate. Solo così possiamo vedere il ricarico effettivo, che nella media è tra il 20 e il 60%».

Ci sono poi, di contro, casi virtuosi, come quello di un produttore di gel igienizzante che ha ceduto i prodotti a prezzo di costo per aiutare nell’emergenza. Una cosa simile era accaduta a Bonassola, piccolo Comune dello spezzino, dove la farmacia locale ha acquistato uno stock di mascherine e le ha vendute ai cittadini al prezzo di costo.

Fondamentali, nello svolgimento delle attività di controllo, le segnalazioni dei cittadini al 117: «A giovedì eravamo a 53 - conferma Cintura - ma stanno continuando ad arrivate. Ci sono stati anche casi in cui persone che prima acquistavano le mascherine per assistere persone a loro vicine che ci hanno segnalato che la stessa farmacia in cui compravano prima aveva alzato i prezzi dall’inizio dell’emergenza». 

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Il bilancio dei controlli delle Fiamme Gialle ha portato al sequestro di oltre 1100 mascherine e circa 900 confezioni di gel igienizzanti, pari a 450 litri di prodotto. Tutto il materiale è stato messo a disposizione della Protezione Civile regionale per la distribuzione al sistema sanitario, mentre i 5 titoli delle attività commerciali sono stati denunciati per manovra speculative su merci.

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