Cronaca San Fruttuoso / Via Antonio De Toni

Il cucciolo Martin torna a casa, la gioia dopo la mobilitazione

Il cagnolino, poco più di 5 mesi, era sfuggito al padrone lunedì a causa di un forte rumore che lo aveva spaventato. Tre giorni di angoscia che si sono conclusi nel migliore dei modi

Martin con il padrone, Massimiliano - foto Facebook @marcellarossi

Un sospiro di sollievo collettivo, una gioia genuina che si è diffusa da pc a telefono, da una chat all’altra, con un unico annuncio: “Martin è stato ritrovato”. Lui, Martin, è un cucciolo dallo sguardo vispo, le orecchie soffici e il pelo dorato, che lo scorso lunedì in via Isonzo è sfuggito al suo padrone, Massimiliano, perché spaventato dal fragore di un tavolino di un bar caduto, e si è dato alla fuga lungo corso Europa.

Per ritrovarlo si sono mobilitate centinaia di persone: volontari del Rifugio Sherwood, membri del gruppo Facebook “Alla ricerca di Nash” e di quello appositamente creato "Riportiamo Martin a casa", e ancora media, amici e conoscenti di Massimiliano e semplici cittadini che hanno preso a cuore la causa: due giorni di ansia e dolore, culminati mercoledì sera con il ritrovamento di Martin in via De Toni, sempre nel quartiere di San Martino. Spaventato, ma incolume, il cucciolo è tornato tra le braccia del felicissimo padrone dopo tre giorni e due notti di angoscia. E poco importa dove sia stato, se abbia girovagato alla ricerca di casa o sia stato trovato da qualcuno che, nel vedere la mobilitazione, ha alla fine deciso di restituirlo: il ritorno è stato talmente atteso da cancellare ogni interrogativo.

La storia di Martin, d’altronde, è quella di un sopravvissuto: arrivato a Genova lo scorso gennaio dalla Puglia, grazie alla collaborazione tra un’associazione genovese (Noi Randagi Onlus) e una della provincia di Barletta (Randagiando in Spinazzola), è stato salvato in extremis dall’ondata di gelo che ha congelato il centro Italia, soltanto per rischiare di morire a causa di una violenta forma di parvovirosi che ha portato a complicanze polmonari. La sua tenacia, e la sua dolcezza, lo hanno però portato tra le braccia di Massimiliano, che negli ultimi tre giorni, dopo l’ennesimo ostacolo, non ha smesso di cercarlo neanche per un singolo minuto.

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