Alluvione 2011, si avvicina il giorno della sentenza d'appello per Marta Vincenzi

L'ex sindaco era stata condannata in primo grado a 5 anni di reclusione. Gli avvocati della difesa puntano all'assoluzione

Si avvicina il giorno della sentenza nel processo d’appello per l’alluvione del novembre 2011, che vede imputati l’ex sindaco Marta Vincenzi, l’ex assessore comunale alla Protezione Civile, Francesco Scidone, e i funzionari comunali Gianfranco Delponte, Pierpaolo Cha e Sandro Gambelli.

Il giudizio è atteso per venerdì 2 febbraio, giorno in cui verrà reso noto se la condanna comminata in primo grado - 5 anni di reclusione per omicidio e disastro colposo e falso per Vincenzi - verrà confermata. In mattinata si è tenuta l’ultima udienza, in cui il difensore dell’ex sindaco ha ribadito le motivazione per cui la sua assistita dovrebbe essere assolta tirando in causa il Centro Operativo Comunale, che non l’avrebbe avvertita in tempo di quanto stava succedendo e della gravità della situazione. 

Allo stesso modo, l’avvocato ha ribadito, come già fatto nel corso dell’udienza precedente, che parte della responsabilità sarebbe da attribuire ai presidi che avevano deciso di far uscire gli studenti da scuola nonostante le preoccupanti condizioni meteo. Nell’esondazione del Fereggiano del 4 novembre 2011 persero la vita 6 persone: Shiprese Djala 29 anni, e le figlie Gioia e Janissa, rispettivamente 8 anni e 10 mesi; Serena Costa, 18 anni; Angela Chiaramonte, 40 anni, ed Evelina Pietranera, 50 anni. Tutte travolte dalla furia del fiume uscito dagli argini dopo la “bomba d’acqua” della mattinata.

In primo grado, oltre all’ex sindaco Vincenzi, erano stati condannati l'ex assessore comunale alla Protezione civile Francesco Scidone (4 anni e 9 mesi) e l'ex dirigente comunale Gianfranco Delponte (4 anni e 5 mesi) accusati di omicidio colposo plurimo, disastro e falso. Quest’ultima accusa è riferita ai verbali dell’esondazione del Fereggiano, in cui l’ora sarebbe stata modificata per ritardarla e giustificare il ritardo nell’attivazione della macchina dei soccorsi.

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Sempre in primo grado erano stati condannati anche l'ex dirigente Pierpaolo Cha (1 anno e 4 mesi) e l'ex responsabile della Protezione civile del Comune, Sandro Gambelli (1 anno), non ritenuti però responsabili del reato di falso. Il Comune era stato ritenuto responsabile civile, e condannato al pagamento di 4,5 milioni di euro di risarcimento alle famiglie delle vittime.

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