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Chiavari, marocchino massacrato: la gente difende gli aggressori

Volevano "dargli solo una lezione" i tre italiani incensurati che hanno massacrato di botte un 34enne marocchino a Cicagna, sulle alture di Chiavari. I compaesani stanno dalla loro parte

Chiavari - L’aggressione al trentaquattrenne marocchino avvenuta ieri a Cicagna, sulle alture di Chiavari, rischia di aprire scenari pericolosi.

Da parte dei compaesani, c’è sì condanna per la violenza, ma anche un senso di solidarietà e comprensione per un'azione dettata «più dall'esasperazione che dal razzismo».

«Nonostante i carabinieri facciano tutto il possibile – ha affermato all’Ansa una donna che vive vicino a uno degli indagati - qui i furti nelle case si moltiplicano. E non si può mica vivere così, con la paura addosso che ti portino via quel poco che hai».

Comprensione e incredulità da parte dei chiavaresi: «No, no non ci credo - ha detto un piccolo proprietario terriero che vive in Valfontanabuona - qui da noi non ci sono episodi di razzismo, è stata l'esasperazione. Sempre che siano stati loro».

I tre aggressori, un pensionato di 58 anni, un operaio di 52 e un muratore di 26 sono ora accusati di tentato omicidio. I tre, tutti incensurati, giurano che «Avrebbero voluto dargli solamente una lezione».

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