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Marassi, pluriomicida si toglie la vita in carcere

L'uomo, un 54enne di origini albanesi, era stato condannato nel 2003 per l'uccisione della moglie, e 9 anni ha ucciso anche la nuova compagna

Tredici anni fa, in un raptus di gelosia, uccise a picconate le moglie, venne arrestato e 9 anni dopo, tornato libero, uccise anche la nuova compagnia e poi tentò il suicidio: Asilan Agoj, 54enne di origini albanesi, si è tolto la vita ieri pomeriggio nel carcere di Marassi, dove era detenuto dal 2011, impiccandosi nella sua cella.

A nulla sono valsi i tentativi di rianimarlo da parte degli agenti penitenziari e degli operatori del 118: a diffondere la notizia è stato il Sappe, sindacato ligure della polizia penitenziaria, che ha nuovamente puntato il dito contro la difficile situazione del carcere genovese, sovraffollato e in carenza di personale.

Soltanto qualche settimana fa sempre Marassi era stato teatro di una maxi rissa di detenuti, con due fazioni che si sono fronteggiate durante l’ora d’aria e un bilancio di circa 20 feriti: l’episodio aveva spinto il ministro della Giustizia, Andrea Orlando, ad aprire un’inchiesta e a chiedere all’ispettore del Ministero di effettuare un sopralluogo, ma per il sindacato i provvedimenti da prendere sono molti.

«Questo ennesimo suicidio dimostra come i problemi permangano, al di là del calo delle presenze - denunciano i sindacati - Negli ultimi 20 anni gli agenti hanno sventato in carcere più di 17 mila tentati suicidi ed impedito quasi 125 atti di autolesionismo»

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