Detenuto s'impicca con le lenzuola, salvato dagli agenti penitenziari

Ancora un tentato suicidio nel carcere di Marassi. A raccontare l'accaduto è Fabio Pagani, segretario regionale della Uil. «L'uomo è stato salvato dagli agenti della Penitenziaria, mentre erano già evidenti i primi segni del soffocamento»

«Ancora una volta, il tempestivo ed efficace intervento della Polizia Penitenziaria ha impedito che la già lunga scia di morti per suicidio in cella potesse allungarsi». È quanto dichiara Fabio Pagani, segretario regionale della Uil Pa Penitenziari.

«Intorno alle 13 di giovedì 14 marzo 2019 a Marassi un detenuto magrebino, ristretto nel centro clinico al primo piano, è stato salvato in extremis dal soffocamento per impiccagione - racconta Pagani -. Il detenuto, già sottoposto a grande sorveglianza, ha tentato di impiccarsi con una corda ricavata dalle lenzuola del letto, legata alle sbarre della finestra della camera. L'uomo è stato salvato dagli agenti della Penitenziaria, mentre erano già evidenti i primi segni del soffocamento».

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«A Marassi sono presenti 700 detenuti, a fronte di una capienza massima di circa 450 - denuncia il segretario regionale -. La Polizia penitenziaria continua a salvare vite, ad essere oggetto di aggressioni e messa nelle condizioni di non poter incidere a salvaguardare i livelli di sicurezza. Ma grazie all'impegno, alla dedizione, alla professionalità i baschi blu continuano a salvare vite umane e a garantire la sicurezza dell'Istituto, sperando che il ministro sia attento a percepire l'urgenza e la necessità di procedere alle assunzioni nella Polizia penitenziaria, i cui organici registrano vacanze per circa seimila unità, oltre alle criticità strutturali delle strutture penitenzirie e della carenza dei fondi per mezzi, missioni e carburante».

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