Marassi, detenuto evade durante permesso premio

Un 34enne, in carcere perché autore di diverse rapine, non è rientrato e risulta evaso. A darne notizia è il sindacato Uil polizia penitenziaria

Un detenuto italiano, con diverse rapine alle spalle, martedì 6 agosto 2019 ha deciso di non rientrare da un permesso premio di otto ore, accompagnato da un volontario e da una psicologa. Fabio Colonna, 34 anni, è stato alla fine bloccato mercoledì mattina a Sampierdarena, dopo avere messo a segno una rapina in una farmacia di San Teodoro: avrebbe finito di scontare la pena nel 2020.

A dare notizia dell'evasione è stato Fabio Pagani, segretario regionale della Uil polizia penitenziaria. «Un fatto grave - dice Pagani -, proprio il giorno dopo che il ministro Bonafede ha sottoscritto un accordo presso il Comune di Genova ('Mi riscatto per Genova') per l'impiego di detenuti nel lavoro in progetti di pubblica utilità. Speriamo che quanto accaduto non infici l'istituto della concessione dei permessi ai detenuti».

«Ma una riflessione bisogna pur farla - afferma il sindacalista - è fondamentale potenziare i presidi di polizia sul territorio, anche negli uffici per l'esecuzione penale esterna, potenziamento assolutamente indispensabile per farsi carico dei controlli sull'esecuzione proprio dei permessi premio, delle misure alternative alla detenzione. E per farlo, servono nuove assunzioni nel Corpo di Polizia Penitenziaria. La sicurezza dei cittadini non può essere oggetto di tagli indiscriminati e ingiustificati e non può essere messa in condizione di difficoltà se non si assumono gli agenti di Polizia Penitenziaria», conclude Pagani.

«È molto discutibile - afferma Michele Lorenzo, segretario del Sappe della Liguria - la modalità di fruizione del permesso concesso a questo detenuto, arrestato a Genova nel 2016. Non si comprendono le motivazioni per le quali il detenuto non era accompagnato dalla Polizia Penitenziaria bensì da persone civili e volontari. Anche singolare il metodo adottato dal detenuto per non fare più rientro in carcere ossia quello di salutare educatamente i suoi accompagnatori e dileguarsi tra le vie della città».

«Ovviamente, scattato l'allarme, dopo pochi istanti è partita la prima pattuglia della polizia penitenziaria alla ricerca del fuggitivo sino ad oggi senza esito - prosegue il segretario del Sappe -. Bisogna rivedere questo obsoleto metodo di concessione benefici ai detenuti, anche se le statistiche raccontano di una minima percentuale di evasioni da permessi, sarebbero stati tre i detenuti in Liguria che nel 2018 non hanno fatto rientro in carcere, è anche vero che, in qualche caso, i detenuti durante i loro periodi di 'libertà' si sono resi protagonisti di ulteriori delitti come l'ultimo caso dove, sempre un detenuto genovese in libertà provvisoria, è stato sorpreso a spacciare droga e quindi nuovamente arrestato», conclude Lorenzo.

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