Sabato, 16 Ottobre 2021
Cronaca

Cinque detenuti di Marassi a Italia's Got Talent: «Performance toccante»

L'esibizione è andata in onda mercoledì sera ma la registrazione risale allo scorso settembre

Cinque detenuti del carcere di Marassi protagonisti della seconda puntata di Italia’s Got Talent.

Il primo a salire sul palco di Sky è stato Giorgio con in mano una lettera che ha poi recitato alternandosi con i suoi compagni di viaggio. Tante voci e un solo punto di vista: quello di chi li aspetta a casa. 

I cinque uomini alla fine della performance, definita toccante dai giudici, hanno ricevuto quattro sì: il massimo dei voti.

È stata la onlus Teatro Necessario a preparare Giorgio e i suoi compagni seguendo un progetto rieducativo che ogni anno promuove il reinserimento dei detenuti tramite attività culturali. Prima del lockdown gli spettacoli sono andati in scena al Teatro Stabile di Genova.

“Io ti scrivo ma non so bene a chi scrivo, faccio fatica a ricordare il tuo viso, la tua voce, i tuoi gesti…” ? #IGT

Pubblicato da Italia's Got Talent Official su Mercoledì 3 febbraio 2021

«Il nostro scopo è, e sarà sempre anche quello di dare voce al talento del nostro Paese - scrivono gli organizzatori del programma - e raccontare le tante realtà che ogni giorno svolgono attività di educazione e reinserimento nella società. Il Teatro Necessario ne è un esempio importante».

E aggiungono: «Hanno fatto commuovere e riflettere anche i nostri giudici, che si si sono dimostrati colpiti dall’esibizione e non hanno potuto fare a meno di dare quattro Sì. Italia’s Got Talent è anche questo: si capisce che l’arte può essere una forma di rieducazione, un mezzo utile e importante per la crescita personale, ma anche semplicemente un modo per dire che si è presenti».

Al tempo della registrazione della puntata, lo scorso settembre, la Uil aveva sollevato la polemica riguardo alla partecipazione dei detenuti a Italia's Got Talent: "uno spreco di soldi pubblici", aveva dichiarato il sindacato. Oggi il Teatro Necessario risponde: «Per loro è stata un’esperienza molto toccante ed emozionante. Le lettere riportano storie di vita vere, indagando su un tema delicato ovvero la lontananza dagli affetti una volta entrati in carcere. E questo spesso vuol dire perdere le relazioni che si avevano. Con le mogli, le compagne, i figli».

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