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Marassi: detenuto tenta il suicidio con accendino e bombola di ossigeno

Minaccia di farsi esplodere ma viene bloccato dagli agenti

Poteva causare una strage il tentato suicidio di un detenuto nel carcere genovese di Marassi, bloccato grazie all'intervento della polizia penitenziaria.

L'uomo ha impugnato un accendino e ha portato la fiamma vicino alla bombola di ossigeno che aveva in cella, minacciando di fare saltare in aria tutto. In quel reparto ci sono circa 80 persone, l'esplosione avrebbe potuto determinare la morte e il ferimento di molti detenuti e operatori del penitenziario, senza contare i danni alla struttura.

Oltre al gesto disperato e alla situazione umana e psicologica, preoccupa il fatto che un detenuto avesse una bombola nella sua cella, con tutti i pericoli del caso. Sono in molti a ritenere che un detenuto malato (con necessità di bombole di ossigeno) debba stare in un ospedale e non in una cella, sia per motivi umanitari sia per motivi di sicurezza. 

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