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Giovedì, 6 Ottobre 2022
Cronaca Marassi

Carcere Marassi, ancora aggressioni

A dare notizia è l'Osapp (Organizzazione Sindacale Autonoma Polizia Penitenziaria)

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di GenovaToday

Sabato 9 settembre 2017 alle ore 9.30 alla sesta sezione, primo piano del carcere di Genova Marassi, un detenuto ha colpito senza apparente motivo un agente della polizia penitenziaria con il manico di una scopa. Il detenuto sarebbe lo stesso che, giorni orsono, era stato trovato in possesso di un mini telefono cellulare.

A dare notizia è l'Osapp (Organizzazione Sindacale Autonoma Polizia Penitenziaria) per voce del segretario generale Leo Beneduci.

«Si tratta dell'ennesimo episodio di violenza nei confronti di un poliziotto penitenziario inerme e al solo servizio della legalità all'interno delle sezioni detentive - indica ancora il leader dell'Osapp - e con tutte le possibili giustificazioni legate al crescente sovraffollamento, alla fatiscenza delle infrastrutture, alla generale carenza dei requisiti di vivibilità interna alle carceri Italiane, nonché ed anche ai lunghi periodi di attesa necessari ad ottenere una sentenza dalle aule di giustizia italiane, nulla ci può fare accettare che ogni giorno decine e decine di Poliziotti Penitenziari debbano ricorrere alle cure mediche o debbano addirittura essere ricoverati a seguito delle lesioni ricevute da parte di detenuti che ogni giorno di più si sentono protetti e tutelati da garanti - mediatori - associazioni e commissioni di vario genere di cui non solo la Polizia Penitenziaria è del tutta sprovvista ma che trovano riconoscimento nelle attuali autorità amministrative e politiche che gli appartenenti al Corpo dovrebbero invece tenere in conto per il ruolo di pacificazione svolto all'interno del sempre più disastrato sistema penitenziario Italiano. Da ciò deriva la consapevolezza negli appartenenti alla Polizia Penitenziaria - conclude Beneduci - che al di la delle chiacchiere e delle parziali se non inesatte constatazioni del comitato per la prevenzione della tortura del Consiglio d'Europa, nel sistema penitenziario si voglia che i veri soggetti sottoposti a quotidiana tortura nelle carceri Italiane, quantomeno per la tensione legata ai gravi rischi per la propria incolumità personale siano proprio i Poliziotti Penitenziari».

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