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Martedì, 18 Giugno 2024
Cronaca

La protesta contro la privatizzazione delle Poste: "Posti di lavoro a rischio"

Manifestazione davanti alla prefettura organizzata in maniera unitaria dai sindacati

Si è svolta nel pomeriggio di giovedì 23 maggio 2024 una manifestazione in largo Lanfranco a Genova, di fronte alla sede della prefettura. La protesta contro "l'ulteriore privatizzazione delle Poste" è stata organizzata dai sindacati Slp Cisl, Slc Cgil, Uil Poste, Failp Cisal, Confsal e Fnc Ugl Com della Liguria e fa parte di una mobilitazione che ha coinvolto i lavoratori di tutta Italia e che ha come punto di arrivo una grande manifestazione a Roma a fine maggio. 

La protesta contro la privatizzazione delle Poste. Foto

"Riteniamo quindi preoccupante - avevano spiegato i sindacati - la decisione del Governo di autorizzare la cessione dell’intera quota azionaria di proprietà del Ministero delle Finanze, pari al 29,7% del totale, che lascerebbe sotto il controllo pubblico appena il 35% dell’azienda, considerando che nel 2015 era già stato ceduto il 35% delle azioni. In questa cornice già di per sé poco rassicurante - proseguono - è arrivata la presentazione del Piano industriale che l’amministratore delegato ha illustrato il 20 Marzo scorso; strizza l’occhio agli investitori privati con dettagli e ricadute che ancora non sono chiari, tranne uno che si è subito capito benissimo: il taglio di ulteriori migliaia posti di lavoro che, in una situazione già di carenza endemica di personale, avrà pesanti ripercussioni sulla qualità del servizio e sugli orari degli uffici postali, con potenziali chiusure degli uffici meno centrali e riduzione del servizio dei portalettere".

Paolo Diaspro, segretario di Poste Cisal, afferma: "C'è preoccupazione perché la cessione di ulteriori quote di capitale comprometterebbe il controllo pubblico da parte dello Stato, lasciando campo aperto ai privati con le conseguenze che si possono immaginare, sia sulla socialità del servizio che sui livelli occupazionali. La richiesta al prefetto è di sollecitare il governo centrale a ripensare la decisione già assunta di collocare la restante quota di capitale sul mercato libero".

Le segreterie regionali di Slc Cisl, Slp Cgil e Uil Poste aggiungono: "Privatizzare un settore strategico per fare cassa non risolverà i problemi del Paese e mette a rischio la stabilità lavorativa di migliaia di dipendenti: vogliamo ricordare che gli uffici postali, soprattutto nelle zone rurali, sono un presidio sociale importante e tagliare sulle risorse avrebbe ricadute evidenti su tutta la cittadinanza". Sono 3.200 i lavoratori liguri impiegati in Poste Italiane, dislocati su 420 uffici.

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