Martedì, 16 Luglio 2024
Cronaca

Manifestazione contro i cinghiali, gli animalisti: "Meno fucili, più scienza"

Secondo l'associazione Gaia Animali & Ambiente "la caccia non è il metodo più efficace per ridurre il numero di cinghiali e senza un approccio basato su dati certi e pianificazioni coerenti non si può arrivare a una soluzione"

Alla manifestazione di Coldiretti con le richieste alla politica per contrastare l'emergenza cinghiali risponde, nuovamente, il mondo animalista. L'associazione Gaia Animali & Ambiente chiede di "Usare la scienza" e "mettere insieme associazioni agricole, ambientaliste, Università e centri di ricerca" perché gli abbattimenti vengono definiti un "errore tecnico".

"Basta cinghiali, situazione fuori controllo", agricoltori in piazza

"Nonostante una deregulation, frutto di continui aggiustamenti normativi, che di fatto permette l’abbattimento dei cinghiali quasi in ogni momento e luogo, le lamentele di alcune associazioni di settore non si placano ma anzi aumentano. Viene da chiedersi quindi se i provvedimenti presi stiamo servendo a qualcosa - commenta il presidente di Gaia Animali & Ambiente Edgar Meyer - o se non si stia percorrendo una strada sbagliata, oltre a voler ingigantire il problema.  Preme ricordare che la responsabilità ricade storicamente sul mondo venatorio, che nel passato ha contribuito alla diffusione di cinghiali con liberazioni e pasturazione al fine di aumentare la popolazione della specie. Inoltre, come dimostrato da più studi, la caccia al cinghiale -soprattutto nella classica forma della braccata - ha ancor più contribuito all’incremento della specie".

Secondo l'associazione animalista lo studio pubblicato da Ispra sulla gestione del cinghiale nel periodo 2015-2021 "dimostra che la caccia non è il metodo più efficace per ridurre il numero di cinghiali e senza un approccio basato su dati certi e pianificazioni coerenti non si possa arrivare a una soluzione della questione. Ma in piazza De Ferrari è andata invece in onda la solita fiera dei numeri sparati a casaccio (sul numero dei cinghiali che abitano l’Italia e la Liguria, ad esempio). Mentre si dichiara guerra agli animali, visti i risultati sarebbe il caso di far tacere i fucili e far parlare la scienza".

Meyer poi conclude lanciando una proposta a Coldiretti: "Per risolvere il loro problema investano qualche euro nel controllo demografico farmacologico tramite i vaccini immunocontraccettivi. Bisogna incidere sulla natalità, non sulla mortalità. Il Ministero della Salute ha finanziato progetti di sterilizzazione farmacologica dei cinghiali al cui bando Regione Liguria, forse impegnata in altre faccende, non ha partecipato".

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