Da Bergamo a Genova per la figlia malata, mamma denuncia: «Ci chiamano untori»

Andreea e la figlia Irene sono al Gaslini da febbraio, dopo che alla ragazzina, 12 anni, è stato diagnosticato un tumore al cervello. La donna ha denunciato le pressioni subite da vicini di casa nel pieno dell'epidemia di coronavirus

Additati come untori perché provenienti da Bergamo, una delle città in cui il coronavirus si è allargato e ha colpito con maggiore violenza: la storia di Andreea, del marito Marco e della figlia dodicenne Irene, al Gaslini per una delicata operazione, è arrivata anche al presidente della Regione Liguria, Giovanni Toti, che ha voluto condannare la discriminazione e manifestare solidarietà a mamma e figlia.

«La discriminazione subita va fermamente condannata, senza se e senza ma, e non deve mettere in discussione il grande cuore dei genovesi e dei liguri - ha detto Toti - Mi scuso a nome di chi ha offeso la vostra famiglia in questo momento molto difficile, purtroppo la paura a volte spinge a gesti che non sono in alcun modo giustificabili. Ma state certi che si tratta di una minoranza. I liguri sono pronti a darvi il loro più sincero benvenuto nella nostra terra, che grazie al Gaslini rappresenta una speranza per tante famiglie come la vostra».

Andreea e il marito hanno denunciato il trattamento subito sulle pagine di Bergamo News: a fine gennaio a Irene è stato diagnosticato un tumore al cervello, patologia che ha spinto i genitori a rivolgersi al Gaslini, centro di riferimento per la pediatria e per il tumore sui più piccoli. La famiglia è quindi arrivata a Genova, con il padre costretto a fare la spola da Bergamo e mamma e figlia in affitto a Quinto. Il 12 febbraio Irene è stata operata per la rimozione del tumore, un intervento durato 13 ore che ha avuto alcune ripercussioni sulla ragazzina, tenuta in ospedale. 

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Con l'esplodere della pandemia di coronavirus, la situazione si è fatta più complessa e i vicini di casa hanno resto difficilissima la vita di Andreea, tanto da spingerla a cmabiare due appartamenti, da Quinto a Rapallo e poi a Nervi «I vicini ci additano come untori di Bergamo - ha raccontato Andreea a Bergamo News - hanno inviato a casa i carabinieri e la polizia, ci dicono che facciamo schifo e che dobbiamo andarcene, che faranno di tutto per farci lasciare la città e farci sanzionare». 

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