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Finita l'allerta, restano i danni. I vigili del fuoco: «Siamo troppo pochi»

Decine gli interventi in coda dopo giornate interminabili di maltempo, alberi caduti, smottamenti e frane soprattutto. E dopo una breve tregua è previsto un ritorno delle piogge

«Abbiamo decine di interventi e poche squadre, dobbiamo smaltire una serie di richieste infinita, e noi siamo quelli che siamo». Dopo interminabili giorni di maltempo, e la chiusura dell’ennesima allerta arancione che ha causato danni anche gravi sul territorio genovese e in provincia, la centrale operativa dei vigili del fuoco continua a lavorare come in emergenza.

Sì, perché anche se il sole è tornato a fare capolino tra le nuvole (breve tregua, a quanto pare, prima di un nuova ondata di maltempo) le criticità sono tutt’altro che risolte, e ormai da ore i vigili del fuoco, ma anche agenti di polizia locale, volontari di protezione civile e altre forze dell'ordine, continuano a spostarsi sul territotio per cercare di dare una mano dove possibile.

San Martino, crolla muraglione di 10 metri vicino al Carlini

«Continuiamo a ricevere chiamate per alberi caduti o pericolanti, frane, muri crollati. Hanno tutti fretta, e li capiamo, ma le richieste sono tante e noi siamo pochi». Decine, come detto, gli interventi in coda: si va da situazione meno urgenti, come il ramo caduto nel giardino, a quelle che richiederebbero un intervento immediato, come per esempio alberi crollati sulle strade, allagamenti o frane

Nel pomeriggio di martedì un muraglione di 10 metri ha ceduto a poca distanza dallo stadio Carlini, in via passo al Serretto, e sul posto si sono precipitate diverse squadre, tra cui anche alcuni colleghi di Imperia con le unità cinofile, nel timore che qualcuno potesse essere stato travolto da terra e detriti.

Allagamenti e alberi caduti, bus Amt fuori strada a Trasta

Alla fine nessuno è rimasto ferito, e in generale non si sono fortunatamente registrati feriti o danni gravi nel corso di queste giornate di maltempo, ma l’elenco delle criticità in via di risoluzione o ancora da affrontare pare infinito, non solo a Genova ma anche (soprattutto) nell’entroterra. 

Nelle prime ore di mercoledì altri interventi si sono aggiunti alla coda di quelli ancora da portare a terminare, a San Quirico per allagamenti, a Quezzi per un albero crollato in strada, oltre alle chiamate “ordinarie” e non legate al maltempo: un incendio in un maneggio sopra Quezzi e un piccolo bus Amt finito in un fosso a Trasta e impossibilitato a riprendere la marcia.

Meteo Liguria, da giovedì torna il maltempo

Un lavoro incessante, per i vigili del fuoco, che in queste ore saranno impegnati a risolvere tutte le situazioni più urgenti in modo da sfruttare la breve finestra di bel tempo di mercoledì. Giovedì, infatti, è previsto il ritorno di una perturbazione che porterà pioggia, temporali e sulle alture anche neve, e che rimarrà sulla regione almeno sino a sabato.

«La situazione è rimasta esattamente come era stata prevista - ha detto il governatore ligure Giovanni Toti - pioggia abbondate tra Genova e Savona, neve abbondante nell’entroterra, non ci sono state particolari emergenze». E però, il territorio già saturo e messo alla prova ha inevitabilmente reagito alle piogge continue, e sono proprio le frane e i cedimenti del terreno ciò che fa più paura, ancora più del livello dei fiumi: il Bisagno, che ieri è salito considerevolmente, è comunque rimasto sempre nei limiti di guardia, scorrendo impetuoso in mezzo alle case e ricordando la sua potenziale furia distruttiva.

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