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Martedì, 28 Marzo 2023
Cronaca Lavagna

Il maltempo mette a rischio il cantiere della diga: il sindaco accende la polemica

Furiosa polemica a Lavagna per la costruzione dell'opera: "I carabinieri forestali già l’11 ottobre scorso avevano rilevato la pericolosità del cantiere" commenta il sindaco Mangiante

Un'allerta meteo arancione senza danni per Lavagna (contrariamente rispetto ad altri comuni) con l'eccezione di un intervento dei vigili del fuoco nel cantiere della costruzione della diga Perfigli sull'Entella.

Sulla questione il sindaco Gian Alberto Mangiante accende la polemica: "La carenza di adeguati interventi per la messa in sicurezza del cantiere, aspetto abbastanza paradossale visto che almeno nella testa di chi vuole la diga l’obiettivo delle opere è proprio essere la tutela del territorio, ha obbligato un intervento per evitare che il crollo di un argine e il mancato funzionamento delle pompe arrecassero danni ad alcuni fabbricati vicini".

Il sindaco Mangiante esprime un grazie molto ironico a "chi pensa nella sua testa che la diga e il suo cantiere sia un'opera utile e opportuna alla tutela del territorio, che bisognerebbe conoscere però. Grazie a chi deve attentamente e assiduamente controllare e indagare che quanto sta avvenendo sia conforme a leggi e vincoli storici sull’area. Grazie, vero e sentito, ai carabinieri forestali che già l’11 ottobre scorso avevano rilevato la pericolosità del cantiere. Grazie sincero ai vigili del fuoco, ai membri della protezione civile e agli agenti di polizia municipale che hanno impedito il verificarsi di danni ben più ingenti a causa della inspiegabile e inopportuna incuria di altri".

A ottobre, i carabinieri avevano fatto un sopralluogo e avevano descritto nel verbale "due scavi, uno presente sulla sponda destra e l'altro sulla sponda sinistra dell'argine realizzati sfalsati a circa 2 metri lineari l'uno dall'altro. Lo scavo sul margine destro risultava di dimensioni maggiori [...] mentre quello sul margine sinistro aveva dimensioni leggermente inferiori ma comunque entrambi sprovvisti di recinzioni di sicurezza fatta eccezione di una rete plastificata, presumibilmente installata all'epoca dei lavori, ma ormai in parte rovinata a terra, che di fatto non impedisce l'accesso. Gli scavi venivano eseguiti asportando la terra e la vegetazione di tipo erbacea costituente l'argine e non venivano notati interventi presumibilmente di rinforzo mediante colate cementizie o altro. Da specificare che sul posto non vi erano operai o macchinari industriali ed edili che potessero far dedurre la presenza di un cantiere attivo, pertanto risultava difficoltoso se non impossibile risalire agli autori di tali interventi".

Sembra che i lavori siano stati effettuati lo scorso aprile, e che gli scavi "siano stati eseguiti a mano - continuano i carabinieri forestali - senza mezzi meccanici, da un gruppo di ragazzi sotto la supervisione di una signora dell'Università di Genova per conto della Soprintendenza dei beni culturali di Genova". Ma gli interventi "suscitano preoccupazione in quanto [...] vanno ad alterare significativamente la struttura dell'argine indebolendone lo stesso che in caso di piena potrebbe non reggere dinanzi all'importante portata d'acqua che caratterizza questi eventi calamitosi. Infatti detto argine ha dimensioni al piede di circa 7 metri".

Sopralluogo carabinieri forestali a Lavagna-3

Sopralluogo carabinieri forestali a Lavagna 2

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